Visualizzazione post con etichetta La Chiesa di fronte alla mafia. Mostra tutti i post
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domenica 7 marzo 2021

Se ognuno fa qualcosa, si può fare molto



di Francesco Deliziosi 

Nei giorni delle minacce, padre Pino Puglisi si trovò al tavolo di una pizzeria con i suoi collaboratori. La paura si toccava con mano dopo gli attentati. A fine giugno 1993 erano state incendiate nella stessa notte le porte di casa di tre volontari del Comitato intercondominiale di Brancaccio. 

domenica 17 gennaio 2021

Mafia, una lotta infinita. In nome di don Pino Puglisi




Riceviamo e volentieri pubblichiamo un articolo di Stefano Bardi su don Pino Puglisi. 

L'autore, nato a Chiaravalle (Ancona), operatore socio sanitario dal 2016, è appassionato fin dalla giovane età di letteratura e scrittura, da lui ritenute cure per il corpo e la mente. Tali interessi gli permettono di collaborare alla Rivista di Poesia e Critica Letteraria "Euterpe", al settimanale di politica, cultura e attualità Il SudEst (dal 2015 al 2020), al giornale online di attualità e cultura Tellusfolio, alla rivista online di cultura Lo Specchio (dal 2018 al 2020), al settimanale d'informazione della Diocesi di Jesi Voce della Vallesina, a blog poetico-culturali e a eventi culturali. 



di Stefano Bardi

martedì 12 gennaio 2021

Livatino sarà beato come martire: ecco perché non è una forzatura

 


di Francesco Deliziosi


Il giudice Rosario Livatino sarà proclamato beato. La Congregazione vaticana per le Cause dei Santi è arrivata a questa conclusione e Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto. La motivazione della beatificazione sarà la stessa di don Pino Puglisi: il magistrato è stato ucciso "in odium fidei". Per far tacere la sua fede. Come il sacerdote, diventerà quindi un martire della Chiesa cattolica.

La causa di beatificazione è passata attraverso la raccolta degli scritti di Livatino, delle testimonianze di familiari e amici, l'esame di interventi e comportamenti del magistrato ucciso dalla mafia nel 1990. Dopo la fase diocesana ad Agrigento, in cui il postulatore è stato don Giuseppe Livatino, l'incartamento è passato in Vaticano dove l'iter è stato curato e portato a termine da mons. Vincenzo Bertolone, arcivescovo di Catanzaro. E' lo stesso postulatore che ha completato la causa di don Pino Puglisi.

lunedì 5 ottobre 2020

Un audiolibro per ricordare don Pino e le sue parole



 


Nella sede della Caritas Italiana a Roma è stato presentato lunedì 5 ottobre il nuovo audiolibro della collana Phonostorie, intitolato “Me l'aspettavo!”, su testi di padre Pino Puglisi, prodotto dalla Rete Europea Risorse Umane (Rerum) in collaborazione con la stessa Caritas. Si tratta di un importante supporto per approfondire il pensiero del parroco di Brancaccio ucciso dalla mafia il 15 settembre del 1993, da utilizzare nelle scuole o per attività nelle parrocchie e con le associazioni, oltre che prezioso aiuto per le persone non vedenti.

L'audiolibro, che sarà presentato il 21 ottobre anche a Palermo, si avvale di una introduzione, firmata dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che lo definisce “mite pastore di Brancaccio, amico dei poveri e dei diseredati, che indicava un orizzonte destabilizzante per gli interessi della mafia: la speranza. Strappava così i giovani dal giogo delle cosche e della droga, insegnava l’autentica amicizia e la non violenza, predicava che una società diversa, più giusta e più solidale, era possibile. Per questo i mafiosi decisero di ucciderlo”. La Repubblica Italiana lo ha quindi iscritto tra i suoi eroi civili, morti per affermare i valori costituzionali della solidarietà e della legalità.

giovedì 10 settembre 2020

Un esorcista rivela: Borsellino e don Puglisi davano fastidio pure a Satana



Un esorcista rivela: Borsellino dava fastidio pure a Satana. E' una delle rivelazioni contenute nel nuovo libro del vaticanista Fabio Marchese Ragona. E si parla anche di don Pino Puglisi e del giudice Livatino

 

domenica 6 settembre 2020

Le manifestazioni a 27 anni dall'omicidio


 

Il 15 settembre del 1993 veniva ucciso dalla mafia don Pino Puglisi. A 27 anni dal delitto la Diocesi di Palermo e il Centro di accoglienza Padre Nostro, nonostante i problemi legati al Covid, hanno voluto comunque organizzare un cartellone di appuntamenti per fare memoria del suo sacrificio. Tutte le iniziative verranno allestite nel rispetto delle norme di sicurezza e dovranno essere osservate le regole sul distanziamento anche per la celebrazione in cattedrale martedì 15 settembre, quando alle 18 mons. Corrado Lorefice celebrerà la messa. Ecco il dettaglio delle manifestazioni.

sabato 11 luglio 2020

Da sconosciuto prete di periferia agli altari




di Francesco Deliziosi

Da sconosciuto prete di periferia a Beato della Chiesa cattolica, citato più volte da tre Papi in Sicilia. Padre Pino Puglisi, 3P per i suoi giovani, si sarebbe di certo schermito, opponendo uno dei suoi proverbiali sorrisi a cotanto omaggio ecclesiale. Nella sua modestia avrebbe preferito restare tra i suoi bambini di Brancaccio piuttosto che ascendere agli altari. Infatti, quando qualcuno gli si avvicinava chiamandolo "monsignore...", rispondeva: "Monsignore lo dici a tuo padre", anzi "a to' patri". Ma i mafiosi che lo affrontarono sotto casa il 15 settembre 1993, giorno del suo 56° compleanno, non gli diedero scelta, uccidendolo con un colpo alla testa.

domenica 14 giugno 2020

Patronaggio: la lezione di don Pino, ridare dignità alle persone oppresse dalla mafia


In una importante intervista di approfondimento all'Osservatore Romano, il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio (che condusse le indagini sull'omicidio di don Pino insieme con il collega Lorenzo Matassa) analizza la lezione del sacerdote: ridare dignità alle persone è la migliore lotta contro la mafia. E parla anche di un suo incontro con Papa Francesco. Ecco il testo

venerdì 22 maggio 2020

Padre Puglisi voleva una via intitolata a Falcone e Borsellino




Per gentile concessione della casa editrice Rizzoli, pubblichiamo un brano del libro "Se ognuno fa qualcosa si può fare molto", dedicato al ricordo che don Pino Puglisi volle organizzare nel '93 per Falcone e Borsellino, arrivando a proporre di intitolare ai due magistrati una strada di Brancaccio. Don Puglisi partecipò anche ai funerali delle vittime della stagione delle stragi nel '92 e portò i suoi ragazzi in via Notarbartolo al lunghissimo corteo che si organizzò un mese dopo il massacro di Capaci. Per lui i due magistrati erano un esempio da tenere sempre vivo nel cuore.

venerdì 1 maggio 2020

Un filo rosso da don Puglisi a Papa Francesco



di Francesco Deliziosi
Don Pino Puglisi, la prima vittima della mafia a diventare beato in quanto martire, fu ucciso nel 1993 sotto casa, in piazzale Anita Garibaldi. Era il giorno del suo 56° compleanno. I processi penali e la causa di beatificazione hanno messo in luce un movente ben preciso: la sua colpa fu di essere un grande evangelizzatore e un educatore dei giovani. La mafia ebbe paura del fatto che «si portava i picciriddi cu iddu» (i bambini con lui) e «predicava tutta a iurnata» (predicava tutto il giorno). Parole del boss Leoluca Bagarella, riferite da collaboratori di giustizia.

mercoledì 11 dicembre 2019

Ficarra e Picone, il vero messaggio del Natale




di Francesco Deliziosi

"Dio ama sempre tramite qualcuno": potrebbe essere questa famosa frase di padre Pino Puglisi la morale per comprendere il messaggio di Natale (del vero Natale) che vogliono lanciarci Salvo Ficarra e Valentino Picone col loro nuovo film, nelle sale dal 12 dicembre. E' il loro primo "cinepattone", cioè il primo film natalizio, il primo film girato all'estero (in Marocco) e con un budget superiore al consueto (alle spalle c'è Medusa che produce con Attilio De Razza/Tramp Limited). Ma Ficarra e Picone non hanno rinunciato in "Il primo Natale" alla loro cifra stilistica e al loro carisma: si ride tanto, c'è la Sicilia che fa capolino da tantissime parti, c'è l'attualità e la satira politica (il dramma dei migranti). 

martedì 22 ottobre 2019

Lorefice: la Chiesa si faccia contagiare da don Pino


«Pino Puglisi è figlio e ministro della Chiesa che profuma di Vangelo». È a lui che devono guardare tutti gli educatori, che in modi diversi operano all’interno della  Chiesa e nella società. Lo dice l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, durante l’omelia della celebrazione in Cattedrale, nel giorno della memoria liturgica del beato Puglisi, ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993 e per questo martire. Lo fa davanti a un’assemblea composta soprattutto da catechisti e docenti di religione di  tutta la diocesi.

lunedì 22 luglio 2019

A Godrano nasce un museo per don Pino



L’aveva definita «l’esperienza parrocchiale più bella della sua vita». Quella che il Beato padre Pino Puglisi - ucciso da Cosa Nostra il 15 settembre 1993 - aveva vissuto nella chiesa di Godrano dal 1° ottobre 1970 al 31 luglio 1978. Ed è proprio nel paese ai piedi della Rocca Busambra che il prossimo 3 settembre alle 17,30 verrà inaugurato un museo interamente dedicato al prete che con la parola e l’educazione alla legalità aveva sfidato Cosa Nostra. 

martedì 16 luglio 2019

Lorefice: la nuova peste è la politica che crea odio e barriere



La Chiesa di Rosalia e di don Pino Puglisi è la chiesa dell'accoglienza, che dice no all'indifferenza. Una Chiesa per cui è inaccettabile la logica del "si salvi chi può" e del "prima noi!". Nell'intervento dell'arcivescovo Corrado Lorefice a piazza Marina un memorabile monito per i nostri tempi scossi dall'odio e dalla violenza, in cui la politica si è intorbidita. Non a caso vengono ricordati invece Moro e Berlinguer. Da leggere e meditare


Corrado Lorefice Arcivescovo Metropolita di Palermo FESTINO DI S. ROSALIA Discorso alla città
Piazza Marina – 15 luglio 2019

Care Palermitane, Cari Palermitani,
siamo di nuovo qui in piazza, stasera, attorno a Rosalia, in un anno e in un tempo segnati dall’inquietudine e dall’emergenza. Vicinissimi, insomma, alle sensazioni tipiche dell’evento catastrofico nel quale la nostra Santa si mostrò, quattrocento anni or sono, propiziatrice di salvezza. Era la peste allora – per lei e per Palermo – a rappresentare la sorgente di uno smarrimento, di una disperazione che il saponaro Vincenzo Bonelli rese simbolicamente con il proprio desiderio di morte dopo la perdita della giovane moglie.
Anche noi arriviamo qui stasera provati, portandoci nel cuore un senso di oppressione per le vicende della nostra terra, dell’Italia, del mondo tutto. La catastrofe contemporanea non è quella di un’epidemia contagiosa ma di un diluvio opprimente, che sommerge e affoga: il diluvio della costruzione da parte dell’uomo di un sistema economico planetario che schiaccia i poveri e ferisce la natura; [il diluvio] di un gioco di relazioni segnate dalla separatezza, dalla diffidenza, dall’esclusione del diverso, dell’altro, comunque lo si voglia configurare; [il diluvio] di una Chiesa che fatica a sintonizzarsi sulla linea d’onda del Vangelo, trasmessaci dal Santo Padre e contrastata da messaggi e comportamenti divisivi e aspramente aggressivi.


mercoledì 3 luglio 2019

Il libro di Lorefice: don Puglisi maestro di libertà




Giovedì 4 luglio 2019, alle ore 19, nei locali della parrocchia di San Gaetano a Brancaccio, presentazione del libro “Siate figli liberi! Alla maniera di Pino Puglisi” di mons. Corrado Lorefice, San Paolo Edizioni. Intervengono padre Antonio Spadaro, sj direttore de “La Civiltà cattolica”, don Vito Impellizzeri, docente della Facoltà teologica di Sicilia e Valentina Casella della Comunità parrocchiale di San Gaetano. Modera lo scrittore Vincenzo Ceruso. Sarà presente l’Arcivescovo. Pubblichiamo la recensione del volume scritta dal giornalista Francesco Deliziosi per Poliedro, mensile della diocesi di Palermo, di giugno 2019. Deliziosi, allievo e amico di don Pino, è anche autore della biografia "Don Puglisi - il prete che fece tremare la mafia con un sorriso" e della raccolta degli scritti "Don Pino Puglisi - Se ognuno fa qualcosa si può fare molto", entrambi pubblicati da Rizzoli.
Mons. Corrado Lorefice e il giornalista Francesco Deliziosi

lunedì 4 marzo 2019

Lorefice: fuori mafiosi e massoni dalle confraternite


Fuori i malavitosi, i mafiosi e i massoni dalle Confraternite della Chiesa: è il monito dell'arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, che ha pubblicato un decreto in cui stabilisce che non possono fare parte delle confraternita coloro che si sono macchiati di reati di stampo mafioso, che appartengono ad associazioni segrete contrarie ai valori evangelici, come la massoneria, così pure i condannati "per delitti non colposi con sentenza passata in giudicato".
"I confrati che siano interessati da provvedimenti cautelari restrittivi della libertà personale, decadono dalla loro condizione di confrate - si legge nel decreto -, fino all’accertamento giudiziario della loro condizione".

domenica 6 gennaio 2019

Padre Puglisi e la lotta all'indifferenza: iniziativa dell'Ucsi


Pino Puglisi e Giovanni Bosco: due esempi di educatori che hanno saputo parlare al cuore dei giovani”.

Lo ha detto il giornalista Francesco Deliziosi capo redattore centrale del Giornale di Sicilia, allievo e amico di don Pino Puglisi e autore del libro “Don Pino Puglisi. Se ognuno fa qualcosa si può fare molto. Le parole del prete che fece paura alla mafia”, (Bur – Rizzoli) che è stato presentato nella chiesa Madre di Carlentini. Al parallelo tra i due educatori è dedicato un capitolo del volume con documenti inediti.

La presentazione introdotta e moderata dal giornalista Salvatore Di Salvo, presidente parrocchiale di Azione Cattolica, consigliere nazionale Ucsi e presidente provinciale dell’Ucsi Siracusa è stata aperta con i saluti di don Salvatore Siena, parroco della chiesa Madre e la relazione della dottoressa Emanuela Favara, vincitrice di concorso per Magistrato ordinario che ha sottolineato l’impegno di don Pino Puglisi nell’espletamento del suo ministero sacerdotale.

venerdì 23 novembre 2018

SCORDATO: MISI IN GUARDIA PUGLISI POCHI GIORNI PRIMA DEL DELITTO

Da sinistra don Cosimo Scordato, Francesco Deliziosi, don Giovanni La Mendola e don Francesco Michele Stabile


"Cercai di metterlo in guardia, quel suo tentativo estremo di aprire un dialogo con i mafiosi di Brancaccio, pur con motivazioni nobili, rischiava di essere frainteso e interpretato dai boss come uno sconfinamento, come uno sgarbo. E purtroppo temo che sia stato proprio così visto che quel nostro ultimo colloquio avvenne a pochi giorni dall'omicidio". E' commosso il ricordo di don Cosimo Scordato sull'incontro finale con l'amico don Pino Puglisi poco prima del delitto avvenuto il 15 settembre del 1993. Il sacerdote e i suoi collaboratori durante l'anno avevano subito minacce e attentati. Il parroco di Brancaccio non si era scoraggiato e dall'altare più volte si era rivolto agli autori delle aggressioni dicendo: "Parliamone, incontriamoci, perché non volete che i vostri figli abbiano una scuola?". 
L'occasione per fare memoria del Beato, a 25 anni dalla morte, è stata la presentazione nella chiesa madre di Bagheria, giovedì 22 novembre, del libro "Se ognuno fa qualcosa si può fare molto" (Rizzoli) del giornalista Francesco Deliziosi che per la prima volta raccoglie scritti, omelie, lettere del sacerdote martire. 

venerdì 21 settembre 2018

PIGNATONE: IL SACRIFICIO DI DON PUGLISI HA CAMBIATO LA SICILIA



Affollata platea alla Sala del Tempio di Adriano a Roma per la presentazione del volume "Se ognuno fa qualcosa si può fare molto" (Bur-Rizzoli) del giornalista Francesco Deliziosi, organizzata dalla Regione Lazio. L'autore ha ripercorso i suoi 15 anni di amicizia con il sacerdote-martire di cui il Papa ha voluto commemorare i 25 anni dal martirio. Ricordi personali, dai banchi di scuola agli anni di Brancaccio, per ricostruire uno stile pedagogico originale, in tre fasi (l'ascolto, la vita comunitaria, la scelta della vocazione). Un metodo che, trasferito in un quartiere sotto il tallone della mafia, stava trasformando e liberando i cuori dal giogo dell'oppressione. Per questo la mafia ebbe paura e lo eliminò. Oggi, a 25 anni dalla morte, - ha sottolineato Deliziosi - dobbiamo analizzare la concretezza di don Pino, i suoi atti profetici eredità preziosa per tutta la chiesa (basti ricordare che cambiò il percorso delle processioni per evitare inchini sotto certi balconi e che sbarrò la strada ai politici collusi del quartiere). 

venerdì 14 settembre 2018

LOREFICE: SU DON PUGLISI UN LIBRO RICCO E FECONDO



Per gentile concessione della casa editrice Bur-Rizzoli pubblichiamo la prefazione di mons. Corrado Lorefice al volume "Se ognuno fa qualcosa si può fare molto" del giornalista Francesco Deliziosi, che ha raccolto e commentato gli scritti più significativi del sacerdote-martire.


Mons. Corrado Lorefice
Arcivescovo di Palermo

A venticinque anni dal martirio di padre Pino Puglisi giunge a tutti noi un dono ricco e fecondo: si tratta di questo importante e prezioso libro curato da Francesco Deliziosi, giornalista palermitano, che è stato alunno prima e collaboratore poi di padre Pino, particolarmente negli ultimi anni di vita, caratterizzati dal suo ministero pastorale presso la comunità parrocchiale di Brancaccio, laddove egli suggellò la sua esistenza con la palma del martirio, offrendo la vita per il suo popolo, quale mite agnello immolato ad immagine del Cristo.