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| L'arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice |
Fuori chi appartiene alla criminalità organizzata o alla massoneria; porte aperte, invece, ma solo dopo un «giudizio attento», a divorziati risposati e divorziati conviventi. L’Arcidiocesi di Palermo ridisegna le regole delle confraternite: il nuovo Statuto stringe sui requisiti di legalità e include persone finora ai margini della vita della chiesa con un nuovo pacchetto di norme che entrerà in vigore dal primo gennaio. In pratica, dal prossimo anno, chi chiederà di iscriversi o si candiderà agli organi direttivi dovrà presentare il casellario giudiziale e il certificato dei carichi pendenti. La documentazione dovrà accompagnare adesioni e candidature, che in questo modo saranno passate al setaccio per impedire infiltrazioni mafiose o di altro genere.














