lunedì 14 settembre 2026

Oltre un milione di visualizzazioni per il blog su don Pino Puglisi che state leggendo




Ma chi era davvero padre Pino Puglisi, il parroco di Brancaccio ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993? Un uomo dalla fede incrollabile e un maestro di spiritualità, un educatore dei giovani e un punto di riferimento per le famiglie. Ma anche un prete di frontiera che, per non tradire la fedeltà al Vangelo, seppe portare avanti le sue scelte in un territorio dominato dalla mafia. Fino all’estremo sacrificio. 

Il 25 maggio del 2013 la Chiesa lo ha riconosciuto come martire e proclamato beato. Don Puglisi viene ucciso per odio alla sua fede da un'altra chiesa, da un'altra religione, la mafia, la religione della violenza che non tollera la vista del testimone dell'Amore di Cristo.  La religione che ha messo il padrino al posto del Padre. 

Approfondire tutto ciò, tenendo viva la memoria, è l’obiettivo del blog che state leggendo “Beato Padre Puglisi” www.beatopadrepuglisi.it - curato dal giornalista Francesco Deliziosi - e della pagina facebook collegata https://www.facebook.com/BeatoDonPinoPuglisi/

Il blog in questi giorni ha superato un milione di visitatori unici.  E' un risultato importante, ottenuto con un imponente numero di post, documenti, foto e video. Il blog rappresenta oggi on line la principale fonte di riferimento per chi vuole conoscere il sacerdote-martire. Innumerevoli soprattutto gli studenti che hanno attinto per le loro ricerche a questo blog. 

Proprio perché cerchiamo di spiegare chi era davvero don Pino, attraverso le sue parole, la sua testimonianza, le tappe della vita. Raccogliendo ricordi e testimonianze e commenti anche di voi lettori. In modo da dare anche conto di quanto si va facendo per ricordarlo: incontri, testimonianze ma anche film, teatro, intitolazioni e tante altre iniziative. Così da fornire materiali alle scuole che, sempre più numerose, approfondiscono la lezione di un maestro come don Pino e lo fanno conoscere ai giovani.

Ma non solo. Diamo notizia anche di tutto quanto rappresenta un passo avanti (o un inciampo) nel cammino della Chiesa verso la maturazione della coscienza ecclesiale sui temi della criminalità organizzata e sulle scelte pastorali più opportune. Aver proclamato il martirio significa assumere come modello i comportamenti concreti del parroco di Brancaccio. Questa la sfida per la Chiesa e per tutti noi. Grazie a tutti.

Nessun commento:

Posta un commento