mercoledì 7 luglio 2021

500 mila visualizzazioni per questo blog: senza confini il fascino di don Pino Puglisi



 

Il Vangelo, la mafia, le periferie. Raccogliere memorie e testimonianze,  riflettere sul cammino della Chiesa e della società civile. Attraverso la vita di padre Pino Puglisi - 3P, un uomo dalla fede incrollabile e un maestro di spiritualità, un educatore dei giovani e un punto di riferimento per le famiglie. Ma anche un prete di frontiera che, per non tradire la fedeltà a Cristo e al Vangelo, seppe portare avanti le sue scelte in un territorio dominato dalla mafia. Fino all’estremo sacrificio. 

Il 25 maggio del 2013 la Chiesa lo ha riconosciuto come martire e proclamato beato. Poco dopo è nato questo blog, una iniziativa partita dal basso, non ufficiale, che si è alimentata di contributi e ricordi di amici e devoti, di foto e video, di iniziative e analisi. Centinaia di articoli che ogni giorno vengono consultati e condivisi. Arrivando a 500 mila visualizzazioni. Cioè mezzo milione di visite: accessi via Internet dall'Italia ma anche dagli Stati Uniti, dalla Germania, dal Brasile, da Israele e tanti altri Paesi. Ringraziamo tutti per un traguardo inimmaginabile e che conferma come il fascino della figura di padre Pino non abbia confini.

L’obiettivo del blog che state leggendo (e della pagina facebook collegata Don Pino Puglisi che ha oltre 54 mila "Mi Piace") è infatti spiegare chi era davvero il sacerdote-martire, attraverso le sue parole, la sua testimonianza, le tappe della vita. Raccogliere ricordi e testimonianze e commenti anche di voi lettori. Dare conto di quanto si va facendo per ricordarlo: incontri e riflessioni ma anche film, teatro, mostre, intitolazioni e tante altre iniziative. Fornire materiali alle scuole che, sempre più numerose, approfondiscono la lezione di un maestro e lo fanno conoscere ai giovani.

Ma non solo. Si è dato e si darà notizia anche di tutto quanto rappresenta un passo avanti (o un inciampo) nel cammino della Chiesa verso la maturazione della coscienza ecclesiale sui temi della criminalità organizzata e sulle scelte pastorali più opportune. Aver proclamato il martirio non può essere una imbalsamazione di padre Pino, né un'autocelebrazione della Chiesa. Significa invece assumere come modello i comportamenti concreti del parroco di Brancaccio. 

E quindi occorre chiedersi: i comitati per le feste religiose e le confraternite, soprattutto nelle periferie, sono stati depurati da presenze estranee, da interessi economici  e da infiltrazioni mafiose? E’ stata fatta una scelta preferenziale per i poveri e gli ultimi? E’ stato superato il parrocchialismo? Sono stati fatti passi avanti verso la collaborazione tra le comunità della città ricca e quelle dei quartieri degradati? Esiste ancora il collateralismo politico? Le parrocchie si prestano ancora a essere una grancassa elettorale? Siamo consapevoli degli errori del passato? Oppure si ripropone il rischio, come negli anni Cinquanta e Sessanta, di guardare con miope favore a partiti o uomini politici che, di fronte ad adesioni di facciata al cattolicesimo, sono invece garanti di un sistema di corruzioni e collusioni? Dalle risposte che verranno a queste domande dipende indubbiamente il futuro cammino della Chiesa e della società. Per questo il nostro blog continuerà a raccogliere documenti utili e a interrogarsi sul mistero del martirio di padre Puglisi, un dono di Dio che deve continuare ad arricchirci e a inquietarci.

(francesco deliziosi)  

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