martedì 2 dicembre 2014

LA CHIESA DI PADRE PUGLISI: POVERA E PER I POVERI


La scelta di povertà di padre Pino Puglisi è un tema tornato d'attualità - all'interno del clero e non solo - dopo che Papa Francesco, appena eletto, ha detto di volere "una Chiesa povera e per i poveri". 3P non aveva conto in banca, viveva in una casa popolare in affitto, piena solo di libri e che non aveva mai pensato a riscattare. Aveva una Fiat Uno scalcagnata, comprata al mercato dell'usato.

Il suo stipendio di insegnante serviva a pagare il mutuo che era stato acceso per acquistare la palazzina del centro Padre Nostro. Ciò che rimaneva era diviso per i mille bisogni dei suoi parrocchiani. Credo che nessuno possa dire di averlo visto chiedere soldi per amministrare un sacramento (a proposito delle tariffe delle parrocchie, esecrate di recente da Papa Francesco). Durante le sue messe, il cestino per le offerte non veniva fatto passare tra i banchi ma era messo in un angolo. ”Ho visto troppa gente - mi disse - allontanarsi dalla Chiesa quando sente troppo odore di soldi”. Quando gli offrirono una parrocchia in un quartiere altolocato, rifiutò spiegando: ”Non riesco a immaginarmi in una Chiesa che non sia in mezzo agli ultimi”.
La sua era una scelta di povertà vissuta con consapevolezza francescana e non ostentata ma evidente a tutti. In tanti anni credo di averlo sempre visto col suo logoro giubbotto blu e mai con un cappotto. Una volta alcuni liceali gli regalarono un maglione griffato e lui con molto tatto fece capire che quel dono andava cambiato con qualcosa di più modesto.
Il suo frigorifero era sempre vuoto. Ma la Provvidenza si manifestava sotto forma di un piatto caldo offerto da un vicino di casa o da una coppia di amici in visita serale. Allo stesso modo invitava tutti a non pensare ai lussi ma ad accogliere gli ultimi della società. Ma ultimi non soltanto per quantità di denaro. Ecco una sua riflessione:
"Ciascuno può avere i suoi poveri a cui andare incontro, i suoi anziani, i suoi emarginati. Oggi non sono soltanto poveri quelli che non hanno denaro, ma talvolta sono più poveri quelli che non hanno chi stia accanto a loro, che non hanno amici, che sono soli, quelli che cercano consolazioni che poi non trovano e cercano di colmare la loro solitudine attraverso la droga, l'alcol e altre forme di dipendenza".
In questo filmato (occorre cliccare qui sotto), tratto da una intervista per la trasmissione di Raiuno "A sua immagine" (andata in onda il giorno dopo la beatificazione del 25 maggio 2013) una riflessione su padre Puglisi "morto con le scarpe rotte".





Si trattava non solo di una scelta di povertà, ma anche di tempo donato agli altri. Padre Puglisi, che era figlio di un calzolaio, avrebbe potuto ripararsi da sé le suole bucate: ma preferiva dedicare il suo poco tempo ad aiutare il prossimo. La sceltà di povertà di padre Puglisi si era andata rafforzando soprattutto dopo il contatto col movimento francescano Presenza del Vangelo (Placido Rivilli, Lia Cerrito e altri) durante gli anni Settanta. Più che di povertà, parlerei comunque anche di una sua scelta di condivisione. Si tratta infatti per 3P di un altro aspetto della sua convinzione espressa dalla famosa frase: "E se ognuno fa qualcosa, allora si può fare molto".
Di fronte agli squilibri sociali, se ognuno di noi condividesse qualcosa con i poveri, allora...Ecco un pensiero di padre Puglisi che è illuminante e che mostra anche come 3P fosse sempre pronto ad accettare anche i suggerimenti degli amici.
Raccontava infatti:
"Prima dei pasti, io recitavo la preghiera: benedici, Signore, noi e il cibo che stiamo per prendere e danne anche a coloro che non ne hanno.
Qualcuno mi ha detto: non ti pare che sia uno scaricare le tue responsabilità?
Recentemente ho cercato di cambiare dicendo: Signore, fa' che condividiamo il cibo con i fratelli che non ne hanno".

Sull’argomento diversi spunti arrivano dalle trascrizioni delle relazioni di padre Puglisi durante i campi scuola. Alcune di queste sono riflessioni sulle beatitudini evangeliche, definite "i nuovi comandamenti". E, a proposito di "beati i poveri", 3P diceva:
"Il denaro? Il potere? Gesù invita ad avere fiducia in valori diversi. I poveri non pongono la loro fiducia nei beni della terra. E infatti solo se il bene supremo è Dio, si saprà condividere il resto con gli altri. Gesù ha detto: cercate innanzitutto il regno di Dio e la sua giustizia e le altre cose vi saranno date in più".
Infine ecco un suo pensiero su ricchi e poveri. Chi di noi non ha mai pensato che i soldi (o il potere) diano la felicità? 3P (in una delle relazioni) subito obiettava:
"Ci accorgiamo, però, che proprio queste persone che hanno moltissimo, che hanno ricchezza, che hanno successo, sono gli uomini piu' vuoti, quelli piu' preoccupati, quelli che hanno meno serenità.
Spesso, proprio fra di loro sono frequenti i suicidi. Diverse volte è risultato nelle statistiche che proprio nei paesi piu' ricchi, proprio là dove c'è piu' benessere, c'è il piu' alto numero dei morti suicidi. Forse in tale contesto è sbagliato usare la parola benessere, anzi bene-essere col trattino. Si potrebbe dire solo bene-avere, perché spesso anche se si ha di piu' non per questo si sta meglio".


Andando verso il Natale, una festa snaturata e trasformata dal forsennato consumismo, queste sono parole da meditare nel profondo del cuore.
-----------------------------------------------------------------------------
RIPRODUZIONE RISERVATA

Tutte le citazioni sono tratte da F.Deliziosi "Pino Puglisi - il prete che fece tremare la mafia con un sorriso" (Rizzoli)

17 commenti:

  1. Meditiamo gente, meditiamo.....
    Domenico Burgio

    RispondiElimina
  2. Evviva 3P
    é il prete più grande del mondo
    è il cuore che fa grandi e lui lo aveva
    Carmine Garripoli

    RispondiElimina
  3. Posso testimoniare che P. Puglisi fosse povero e amava la semplicità della vita. Non era ricercato nell'abbigliamento e in tutta la sua persona.A partire dalla sua macchina si capiva come era essenziale, quell'essenzialita' evangelica che lo rendeva profumo di Cristo.Il suo messagglo sia davvero inciso soprattutto per i sacerdoti. Apparire non serve se non c'è un essere che esprima autenticità di vita.Grazie Francesco..perchè ogni giorno ci sbricioli la spiritualità e il messaggio evangelico di vita di P. Puglisi. Grazie. Sei prezioso. Io ti stimo tanto anche se non sempre mi faccio viva..Gusto profondamente ciò che scrivi e mi pare di rivivere a Brancaccio ancora accanto a lui. Salutami Maria.Ti abbraccio, suor Carolina.

    RispondiElimina
  4. I poveri siano i fratelli d'amare d'amare di più al mondo.
    Rosalba Peligra

    RispondiElimina
  5. Che bello qua', sereno e occhi dolcissimi...
    Antonia Bellini

    RispondiElimina
  6. Il Signore sicuramente avra` cura di lui
    Annamaria Petrocelli

    RispondiElimina
  7. Martire dei nostri giorni.
    Nunzia Gargano Sciortino

    RispondiElimina
  8. Nessuno è come lui, un vero santo, una vera incarnazione del Vangelo!!
    Ivana Zanti

    RispondiElimina
  9. C'é anche da dire che tutti quelli che non conoscono Dio sono poveri. Dio non condanna la ricchezza materiale in sé, ma l'attaccamento. Se i beni sono ottenuti lecitamente, possono essere usati per fare del bene
    Dalla pagina Facebook: Il Santo Rosario

    RispondiElimina
  10. Grazie Francesco perché mi fai rivivere tra le pieghe intime dell'anima lo spirito evangelico e determinato di P. Puglisi.Quando sciolse la confraternita io c'ero a quella riunione.La Chiesa deve tornare a quello spirito e i sacerdoti essere più chiari nei messaggi.Grazie, con stima, suor Carolina.

    RispondiElimina
  11. A volte mi chiedo se esista ancora qualcuno che desideri una Chiesa che sia di Dio e di nessun altro. Vedo tutti affaticati a parlare delle "malattie" enunciate da Papa Francesco e poi nelle parrocchie si vive una solitudine estrema se osi sclericalizzarti per ritornare al Vangelo.
    Barbara Menzano

    RispondiElimina
  12. La scelta di povertà di don Pino non era fatta di parole, ma di gesti concreti in cui occorreva rinunciare a tutto come un buon padre, per donare a chi non aveva!
    Alba Lo Re

    RispondiElimina
  13. DUNQUE SONO SEMPRE ESISTITI GLI UOMINI DI DIO! Quelli che hanno aderito e vissuto per Cristo nostro Signore. Allora è possibile pure OGGI!
    Credo che nessuno possa dire di averlo visto chiedere soldi per amministrare un sacramento (a proposito delle tariffe delle parrocchie, esecrate di recente da Papa Francesco). Durante le sue messe, il cestino per le offerte non veniva fatto passare tra i banchi ma era messo in un angolo. ”Ho visto troppa gente - mi disse - allontanarsi dalla Chiesa quando sente troppo odore di soldi”.
    Francesco Fabbrini

    RispondiElimina
  14. è questa la chiesa che vogliamo siamo stanchi di troppe cose!!!!
    Ninetta Sammarco

    RispondiElimina