mercoledì 30 dicembre 2015

PADRE PUGLISI: QUAL E' LA RETTA DEVOZIONE PER LA MADONNA

La tomba di padre Puglisi in cattedrale a Palermo, nella cappella dell'Immacolata

Padre Pino Puglisi ebbe una grande devozione mariana. Sin da piccolo, a Brancaccio, su di lui aveva avuto influsso la madre Giuseppina, profondamente devota alla Madonna tanto che segretamente la pregava perché almeno uno dei suoi figli sentisse la vocazione di diventare sacerdote. 
La madre di padre Puglisi, signora Giuseppina Fana
Subito dopo l'ordinazione, il 2 luglio 1960 nella chiesa-santuario della Madonna dei Rimedi, il giovane Puglisi tornò a meditare sulla figura della Vergine. E proprio tra le carte dei primi anni Sessanta spiccano una serie di appunti del sacerdote dedicati al culto della Madonna. Forse per approfondire alcuni temi toccati al seminario, padre Pino studiò attentamente i temi mariani e i problemi teologici connessi, soprattutto il dogma dell’Immacolata Concezione.
Il 2 novembre 1963 elencava in un foglio sette tipi di fedeli che incorrono in pesanti errori quanto alla devozione mariana:
«Devoti critici: si credono spiriti superiori e disprezzano tutto e tutti. Nel culto di Maria vedono un’abitudine da bambini, da ignoranti, da donnette.
«Devoti scrupolosi: temono di diminuire l’onore reso a Gesù, rendendone a Maria.
«Devoti esteriori: rosari, processioni, sante messe, iscrizioni a confraternite. Si fermano solo al sensibile.
«Devoti presuntuosi: non si emendano perché, pensano, alla fine Maria di cui sono devoti farà anche un miracolo pur di salvarli.
«Devoti incostanti: ad intervalli e a capriccio.
«Devoti ipocriti: vogliono coprire le loro magagne sotto il manto della devozione alla Madonna.
«Devoti interessati: ricorrono alla Madonna per ottenere favori e grazie».
In questo elenco, molto interessante, troviamo alcuni dei difetti più diffusi nella religiosità popolare siciliana. In larghissimo anticipo per quei tempi, Padre Puglisi prende le distanze da entrambi gli estremi, criticando (al primo punto) l'atteggiamento di coloro che si credono troppo superiori al culto della Madonna, considerato roba "da donnette". Non mancano però le perplessità su quanti, immergendosi nella devozione mariana, ne fanno un comodo paravento per i propri peccati o per costruire una religiosità esteriore. Davvero errato, riflette, padre Puglisi, il comportamento di quanti pensano di essere dei perfetti cristiani solo perché recitano il rosario o sono iscritti a una confraternita e partecipano alle processioni: questi "si fermano solo al sensibile"
Il giorno dopo, 3 novembre, in un altro appunto, stilava invece le cinque qualità necessarie alla vera devozione:
«Interiore: in ossequio della volontà e dell’intelligenza.
Tenera: piena di confidenza, semplicità, tenerezza per dubbi, falli, tentazioni, scrupoli, croci, fatiche, ostacoli.
Santa: porta l’anima a evitare il peccato, a imitare le virtù della Vergine.
Costante: l’anima si consolida nel bene ed è condotta a non lasciare le pratiche di pietà, quindi viene resa coraggiosa. Se cade, si rialza.
Disinteressata: non per altri motivi personali, ma perché Maria Santissima è Amabile in sé».
Ed ecco una preghiera preparata da 3P probabilmente per le riunioni in chiesa di quel periodo: «Mettiamo anche le nostre persone, le nostre famiglie, la nostra parrocchia sotto il patrocinio di Maria, poniamoci alle sue dipendenze, doniamoci completamente a lei, siamo costanti in questa donazione e consacrazione, rinnoviamola ogni volta che recitiamo la Salve Regina. Inginocchiamoci dinanzi a questa donna eccelsa, chiediamo che comunichi anche a noi il potere di vincere il demonio, che faccia abitare in noi il Signore, che ci partecipi la grazia divina».
Risultano diversi pellegrinaggi compiuti in epoche diverse dal sacerdote-martire, assieme a gruppi di fedeli, in Santuari mariani come quello di Pompei o il Santuario della Madonna delle Lacrime a Siracusa. All'inizio degli anni Novanta, inoltre, padre Puglisi fu anche consigliere spirituale a Palermo delle Equipes Notre Dame, il movimento per le coppie cattoliche contraddistinto sin dal nome dalla devozione per la Madonna: nate in Francia, le End si erano diffuse anche in Sicilia negli anni Ottanta.

In una relazione del 1987 dal titolo "Persecuzione e gioia", così padre Puglisi riflette sul Vangelo di Luca e la gioia della Madonna nell'accogliere l'annuncio dell'Angelo: "Uno dei motivi perché mi piace di più il vangelo di Luca è anche questo: ci mostra la grande tenerezza di Dio per noi e l'accoglienza di Gesù per le donne, per esempio nell'episodio della peccatrice e in altri tratti. Ma il vangelo di Luca è soprattutto il vangelo della gioia, anche se è vero che pure gli altri vangeli ne parlano, ma Luca ne parla più abbondantemente.
    I primi due capitoli sono un parlare continuo di questa gioia; ad esempio il saluto di Maria, quello che traduciamo con "Ave piena di grazia", si potrebbe meglio tradurre: "gioisci, o piena di grazia perché il Signore è con te"; e poi Elisabetta che gioisce per l'incontro con la cugina Maria che va a farle visita e sente che il bimbo che ha in grembo, Giovanni, è balzato di gioia nel suo grembo; e poi Maria che esplode in quel cantico di gioia che è il Magnificat: "l'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio salvatore"; infine ancora l'annunzio degli angeli ai pastori: "Vi annunzio una gioia molto grande". E padre Puglisi ci invita a condividere questa gioia per l'Amore di Dio ogni giorno, liberandoci dal devozionismo e dalla religiosità solo esteriore.
Una manifestazione a Brancaccio per l'arrivo delle reliquie

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