giovedì 19 novembre 2015

PADRE PINO PUGLISI: LA PROVVIDENZA E LA RACCOLTA PER IL CENTRO PADRE NOSTRO

La targa originaria che ricorda l'inaugurazione del Centro Padre Nostro



L'ingresso del Centro come si presentava ai tempi di padre Puglisi

Nel luglio del 1991, con 30 milioni di lire donati dal cardinale Salvatore Pappalardo, padre Pino Puglisi stipula il compromesso per l'acquisto della palazzina che ospiterà il Centro di accoglienza intitolato al "Padre Nostro". Il prezzo totale è stabilito in 290 milioni, una cifra sproporzionata e fatta lievitare in maniera sospetta dopo che il parroco aveva chiesto informazioni sulla vendita. Entro gennaio del '92 deve versare gli altri 260 milioni. Sei mesi di tempo. Le casse della chiesa di San Gaetano sono vuote, ma nulla lo scoraggia. Padre Pino ha piena fiducia nella Provvidenza. Per la prima volta nella sua vita, si intesta una gigantesca raccolta di fondi per raggiungere l'obiettivo. Organizzerà una miriade di iniziative e anche una lotteria di beneficienza, sul ricavato della quale pagherà anche il 30% di tasse (alla legalità non rinuncia).
Questa che riproduciamo è una lettera che il sacerdote spedì ai numerosi amici per metterli al corrente della sua battaglia e per chiedere un contributo. Ne esistono varie versioni, nelle quali Padre Puglisi andava modificando il tono o l'introduzione in base agli interlocutori e a volte aggiornando anche il conteggio delle cifre già incassate. Una versione è anche indirizzata al prefetto di Palermo.

Da notare, in particolare, le due citazioni iniziali scelte dal sacerdote per sottolineare ciò che egli stesso predicava: Dio ama in modo gratuito e attivo, si china a consolare i poveri, agisce ovunque c'è amicizia e speranza. Padre Puglisi ripone nei suoi amici la sua speranza e non verrà deluso: la raccolta infatti raggiungerà l'obiettivo, grazie anche ad un mutuo con garanzia il suo stipendio di insegnante.
Altro aspetto da sottolineare nella lettera è la descrizione dei mali di Brancaccio, che il sacerdote non raffigura in modo teorico ma attraverso episodi concreti: il degrado di una famiglia (9 in una sola stanza); l'anziano solo morto in casa e trovato dopo tre giorni; i disabili senza assistenza, i bambini che non vanno a scuola e che vengono impiegati per scippi e furti; i casi di prostituzione minorile. Istantanee da una missione che il parroco ha assunto sulle sue spalle, non senza preoccupazioni ma fiducioso nel buon Dio e nella Provvidenza. Il tono di Padre Pino è pacato e sereno, sembra entrare in punta di piedi nel cuore di ogni persona che riceve la lettera. E il saluto finale "con fraterno affetto e amicizia" sembra creare un ponte tra Brancaccio e tanti palermitani distratti che non conoscono neanche la strada per arrivare nel quartiere.
(francesco deliziosi)  




La scelta dei poveri ha come criteri e ragione la scelta di Dio, cioè l’amore gratuito e attivo” 
(R. Fabris) 
Solo dove c’è amicizia, c’è speranza
(D. Mongillo) 


Cari amici, 
da poco meno di un anno sono parroco della Parrocchia S. Gaetano – M. SS. del Divino Amore a Brancaccio e, a questo proposito, vorrei comunicarvi le mie gioie e le mie tristezze, le mie preoccupazioni e le mie speranze. 
Vorrei rendervi partecipi dei miei progetti e coinvolgervi nella loro attuazione; vi chiedo scusa per la mia indiscrezione: ho fiducia nella vostra benevolenza e amicizia. C’è nella Parrocchia un buon fermento di persone impegnate in un cammino di fede e, contemporaneamente, in un servizio liturgico, catechistico o caritativo, ma i bisogni della popolazione (8.000 abitanti) sono maggiori delle risorse che abbiamo. Vi sono nell’ambiente molte famiglie povere (per fare un esempio: una famiglia con 9 bambini vive in una “casa” di una sola stanza umida e buia); anziani malati e soli (uno, alcuni mesi fa, è stato trovato morto dopo tre giorni); parecchi handicappati mentali e/o fisici; ragazzi e giovani disorientati, senza valori veri, senza un senso della vita; tanti fanciulli e bambini quasi abbandonati a se stessi, che, evadendo l’obbligo scolastico, sono preda della strada, ove imparano devianza e violenza (scippi, furti più o meno piccoli e, forse, miniprostituzione). 
Che cosa fare per venire incontro a tate necessità? Assieme ad alcuni membri della Comunità parrocchiale, abbiamo pensato ad un Centro polivalente di accoglienza e di servizio, per la cui gestione abbiamo invitato delle suore: le “Sorelle dei poveri di S. Caterina da Siena”; la loro risposta è stata positiva: le suore verranno in tre o quattro. E i locali? Una casa (piano terra con giardinetto e 1° piano) sita a pochi passi dalla Chiesa parrocchiale è in vendita: decidiamo di comprarla; il nostro Arcivescovo c’incoraggia dandoci i 30 milioni occorrenti per il compromesso, che stipuliamo il 16/7 c.a. con l’impegno di versare gli altri 260 milioni entro la fine di gennaio del ’92, quando dovrà essere perfezionato l’atto di compravendita. 
Non vi nascondo che ho una qualche preoccupazione al riguardo, ma essa viene dissipata da una grande speranza e fiducia nella Provvidenza, che si manifesta per mezzo di tanti amici, di voi che so sensibili alla solidarietà ed alla generosità. Infatti già alcuni hanno fatto pervenire la loro generosa offerta secondo le proprie possibilità: siamo così a quota 30 milioni (ancora 230). 
Potreste fare anche voi qualcosa a favore di questo “Centro di accoglienza Padre Nostro’ (così lo chiameremo)? 
Sono sicuro che la vostra sensibilità e generosità sappiano darvi suggerimenti per un’azione concreta perché il progetto si realizzi. A nome mio e della Comunità parrocchiale vi ringrazio sentitamente; vi saluto con fraterno affetto ed amicizia. 
Palermo, 4 ottobre 1991 

P. Pino Puglisi
La targa esterna originaria del Centro 
Ecco la lettera in originale


5 commenti:

  1. ricordo molto bene questa lettera come anche la risposta che ha ricevuto da diversi che hanno fatto vivere a 3P l'esperienza della Provvidenza e anche in questo mi è padre e maestro nel mio successivo ministero apostolico in favore dei giovani per creare degli spazi sani e vivibili.

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  2. Padre Puglisi aveva anche usato la pensione della madre per pagare i lavori di restauro alla chiesa di Godrano, dove era parroco fino al 1978!
    Santo Lombino

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  3. LA TUA VITA UN DONO, SPEZZATA DA MANO CRUDELE UN DONO PER SEMPRE!
    Francesco Contorno

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  4. Grazie a Francesco Deliziosi per queste bellissime pubblicazioni, che ci fanno apprezzare ed amare sempre più don Pino Puglisi, sacerdote che si è donato veramente ai suoi e che adesso più di prima può intercedere per i mali della sua città che ha tanto amato!
    Alba Lo Re

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  5. Don Pino Puglisi è stato un sacerdote che ha dato tutto, ma veramente tutto se stesso per gli altri, per condurre gli altri a Dio e i frutti non andranno dispersi!
    Alba Lo Re

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