sabato 21 novembre 2015

PADRE PINO PUGLISI: ECCO BRANCACCIO, POVERI, FUITINE E ANALFABETISMO


Un momento di confronto comunitario attraverso sia la preghiera che una serie di relazioni puntate alla formazione spirituale e sociale dei volontari: questo era l'obiettivo dei convegni organizzati da padre Pino Puglisi a Brancaccio. Dopo i primi tempi di grande difficoltà, nella parrocchia di San Gaetano a poco a poco si erano radunate alcune decine di volontari: per loro il sacerdote aveva ben presente la necessità di corsi di formazione sia sulla dottrina sociale della Chiesa cattolica sia per chiarire gli obiettivi del volontariato stesso. Uno dei punti di partenza per tutti doveva essere l'analisi concreta del territorio e dei suoi bisogni. Questa che pubblichiamo oggi è la relazione di padre Pino Puglisi che concluse il convegno non  a caso intitolato "Parrocchia, pastorale della carità, territorio" che si svolse dal 14 al 16 ottobre 1992 (a due anni dall'insediamento a San Gaetano). Il tema della relazione era “Realtà sociopastorale della Parrocchia S. Gaetano e delle Parrocchie del quartiere”.
 
La statua di San Gaetano nel cuore di Brancaccio a Palermo


Il cardinale Salvatore Pappalardo aveva infatti affidato a don Puglisi il ruolo di coordinatore delle parrocchie della zona. Il sacerdote, dove una breve presentazione, entra nel vivo dei problemi: la mancata integrazione tra gli sfollati del centro storico che abitano nei palazzoni di via Hazon e l'antico nucleo rurale del quartiere, la diffusa povertà, soprattutto nella parte di Brancaccio chiamata "gli Stati Uniti", l'analfabetizzazione legata alla mancanza di strutture scolastiche. 
Interessante anche la notazione sulle "trasgressioni legali": i valori morali sono intermittenti e un'azione (come i furti o lo spaccio) può anche non essere avvertita come illegale se serve a portare qualcosa da mangiare a casa. E' diventato tristemente famoso, al proposito, lo scambio di battute tra un ragazzino che faceva il corso per la prima comunione, Corrado, e il parroco. Il bambino sosteneva candidamente che non poteva fare la comunione perché non poteva rispettare il comandamento "Non rubare".
E perché?, gli chiese padre Puglisi.
E Corrado rispose: "Se non rubo e la sera non porto a casa qualcosa, mio padre non mi fa entrare e mi prende a legnate".
Un quadro a tinte fosche in cui la presenza della criminalità è opprimente, ma che non deve spegnere la speranza e dal quale emergono anche gli sforzi di carità e promozione umana da parte della parrocchia. Erano stati organizzati corsi di teologia di base e corsi di alfabetizzazione per gli adulti di Brancaccio (per conseguire il diploma di scuola media) e tante altre iniziative che si sarebbero moltiplicate con l'avvio delle attività del Centro Padre Nostro.
Tanto è vero che la relazione si chiude (seguiva poi il dibattito con i presenti) con l'annuncio che appunto "sta nascendo" il Centro, nel quale Padre Puglisi riponeva tante speranze. E che fu una di quelle idee che la mafia non gli perdonò. (francesco deliziosi)


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La chiesa di San Gaetano a Brancaccio

Oggi in questa sede, dovrei presentare il quartiere dal punto di vista sociopastorale. Il quartiere fa parte del I° Vicariato ed è composto da quattro parrocchie, che corrispondono alle quattro borgate del quartiere. Le borgate sono: Croce Verde-Giardina con la parrocchia di Maria SS. del Carmelo, Ciaculli con la parrocchia del SS. Crocifisso, Brancaccio con la parrocchia S. Gaetano e Maria SS. del Divino Amore, e Conte Federico con la parrocchia di Maria SS. delle Grazie. I parroci sono Don Matteo Serina, Don Carmelo Maratta, Don Giuseppe Russo e Don Giuseppe Puglisi. 
Nel quartiere non ci sono comunità religiose maschili; vi risiede, oltre ai quattro presbiteri, anche P. Muratore. Da un anno si è inserita all’interno del quartiere la comunità femminile delle Suore “Sorelle dei Poveri”. Ora vediamo come la popolazione é distribuita sul territorio: in tutto vi risiedono circa sedicimila abitanti, di cui ottomila nella borgata Brancaccio, tremila circa nella borgata Conte Federico, duemilacinquecento circa nella borgata Ciaculli e circa mille nella borgata Croce Verde-Giardina. A Ciaculli, anche se è stata dichiarata zona d'espansione edilizia, questa non viene permessa dalle correnti influenti nella borgata, per cui vi sono soltanto, come nuovi insediamenti, le case popolari del Comune. Croce Verde-Giardina è un ambiente rurale: come ambiente economicosociale non presenta sacche di povertà, secondo quello che appare dal sondaggio fatto dal precedente parroco e da quello attuale. 
Nella parrocchia di Ciaculli c’è una forte presenza di case popolari e ci sono le solite famiglie sradicate dal centro storico, e che vivono con tutte le conseguenze che questo comporta. Vi troviamo l’ambiente contadino misto ai liberi professionisti. 
Nella parrocchia di Conte Federico ci sono alcuni insediamenti nuovi, data l’espansione edilizia cosi come a Brancaccio: parecchi di questi palazzi sono stati costruiti nel periodo che va dall’80 all’84 con l’immissione di numerose famiglie: infatti a Brancaccio la popolazione dell’antica borgata risaliva a circa tremila persone, il resto è dato da popolazione proveniente sia dal centro storico che da altre parti della città. C’è da ricordare che coloro che provengono dal centro storico si trovano concentrati in due enormi palazzi: uno é quello di via Hazolino Hazon n° 18, l’altro é situato in via Simoncini Scaglione n° 8; poi vi sono altre famiglie, inserite in altri palazzi, che si sono portata dietro quella povertà di cui soffrivano nell’ambiente del centro storico. 
Nella borgata Brancaccio l’ambiente contadino é venuto meno; sulla via Brancaccio tra i due passaggi a livello vi è una zona chiamata Stati Uniti, qui i più poveri della città trovano rifugio in catoi che non potevano chiamarsi case, ma che costavano pochissimo come affitto. Le povertà esistenti, quindi, in questa zona e nella zona delle case popolari sono dì tipo culturale; molti non hanno conseguito la licenza elementare, molti non conseguono quella media e una buona parte è analfabeta. 
Noi, come parrocchia, affiancati dal centro d'accoglienza, abbiamo promosso dei corsi di alfabetizzazione. C’è inoltre povertà anche dal punto di vista morale ed etico: in molte famiglie non ci sono principi etici stabili, ma vengono dati dalla situazione del momento e dalle necessità. Non c’è rispetto per la propria dignità né per quella altrui, non c’è rispetto per la proprietà degli altri: da ciò nasce, tutto quell’insieme di trasgressioni legali, quali il lavoro nero, il contrabbando, lo spaccio di droga, i furti, ecc.. Ci sono diversi ragazzi della nostra zona che sono stati o sono ospiti dell’Istìtuto penale minorile; alcuni adulti sono agli arresti domiciliari, altri in carcere: quindi, degrado morale. Inoltre ci sono coppie irregolari per vari motivi: ad es. parecchi ragazzi fanno 'la fuitina' a 14-15 anni cui segue il matrimonio riparatore. L'evasione poi dell’obbligo scolastico è dovuta al fatto che Brancaccio è l’unico quartiere in cui non esiste una scuola media inferiore. Come strutture civili, nel nostro ambiente c’è soltanto la delegazione di quartiere, la quale ha avuto finalmente dei locali nuovi, che sono soltanto in parte utilizzati; infatti, vi sono i locali per una biblioteca, una palestra, una sala conferenze: potrebbe sorgere anche una sezione staccata del CAU. Ma ancora di tutto questo non c’è niente. 
Per quanto riguarda la scuola esiste soltanto la scuola elementare "Orestano" con i vari plessi e qualche sezione di scuola materna, non c’è un asilo nido. Queste pertanto sono le esigenze del nostro quartiere e le parrocchie hanno risposto evangelizzando e dando aiuti di pronto intervento per quanto riguardava le necessità delle famiglie più povere, con la collaborazione della congregazione della S. Vincenzo che ha operato per tanto tempo nel quartiere; l'evangelizzazione é presente in tutte e quattro le parrocchie con catechesi soprattutto ai fanciulli. Ci sono anche vari tipi di gruppi, presenza dell'apostolato della preghiera, del MEG (movimento eucaristico giovanile), gruppi di canto, gruppi per ministri straordinari . Per quanto riguarda il discorso caritativo, c’è una presenza nella parrocchia di Brancaccio e nella parrocchia di Conte Federico della S. Vincenzo: a Brancaccio sta nascendo il Centro “Padre Nostro”.

Palermo 16 ottobre 1992 
Padre Pino Puglisi

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