venerdì 28 agosto 2015

PADRE PUGLISI: SOLO SE SI E' AMATI SI PUO' CAMBIARE


Padre Puglisi durante un battesimo a Brancaccio

"Solo se si è amati, si può cambiare; è impossibile cambiare se si è giudicati": in questa riflessione di padre Pino Puglisi possiamo assaporare la sua capacità di maestro e di educatore. Il sacerdote utilizza la frase nel contesto di un campo scuola e possiamo intuire quanto calda fosse la sua accoglienza nei confronti di quei giovani, anche i più difficili o chiusi di carattere. "3P" non giudicava ma amava. E la forza del suo amore portava il cambiamento: avvenne una trasformazione del genere a Godrano negli anni '70 come a Brancaccio negli anni '90. I ragazzi terribili della periferia palermitana vennero accolti e amati. Non furono mai giudicati, anche se avevano alle spalle spaccio, scippi e violenze. Proprio per questo cominciarono a cambiare. E i boss non sopportarono questa incredibile mutazione delle coscienze. 



In questa terza parte delle relazioni di padre Puglisi nel campo "Essere con...", si torna a fare luce anche sul matrimonio cristiano. Che senso ha sposarsi in chiesa se di pensa che le nozze siano solo un fatto privato tra i due sposi?
In realtà i comportamenti di marito e moglie, il loro "essere" nel sacramento, deve essere un segno per tutti: infatti "i due mettono a disposizione di Dio il loro amore perché venga trasformato in annunzio del suo Amore per il mondo". Ecco una lettura raccomandata per tutte le coppie, i corsi pre-matrimoniali e i ritiri per le famiglie!
Padre Puglisi con il cardinale Pappalardo e i partecipanti a un ritiro spirituale


TESTO DI PADRE PINO PUGLISI

Che senso ha sposarsi? Molto spesso si tende a rendere il matrimonio un fatto senza alcuna implicazione sociale. Bisogna uscire da una certa mentalità che considera la persona come individuo a se stante, per cogliere la dimensione relazionale della persona. Ognuno deve avere la consapevolezza di essere individuo sociale; non deve considerare importanti solo i fatti propri o al massimo della propria famiglia; ognuno deve tener conto della società in cui è inserito per potere agire in funzione di essa
E' proprio dalla famiglia che si forma la società. La famiglia è il nucleo della società e ne costituisce anche il principio. Come dice Heller, studiosa marxista ungherese, per partecipare alla vita sociale e politica bisogna prima imparare a vivere con i vicini, a tener conto delle esigenze degli altri. Perciò la sorte della famiglia finisce per essere legata all'evoluzione dei rapporti fra Stato e società civile e pure alla soluzione della contraddizione fra l'essere l'individuo solo, ed essere individuo per gli altri. 
La famiglia è per natura sua la cellula base della società e della convivenza e per questo motivo diventa una realtà sociale. L'istituzione matrimoniale non è altro che il riconoscimento ufficiale di una scelta fatta a livello di coppia proiettata in una società più ampia. Lo Stato dovrebbe essere il garante della coppia e della famiglia che si forma; il sacerdote è invece il garante dell'appoggio spirituale. 
Dunque il matrimonio, come rapporto privato fra due individui, è un'astrazione e non può esistere. Basta pensare alle nuove vite che nascono dalla coppia e che garantiscono la sopravvivenza della società. Due persone che si orientano per il matrimonio devono principalmente essere coscienti di ciò che fanno, perchè il matrimonio è una scelta che indirizza tutta la nostra esistenza; come lo è la scelta della consacrazione a Dio da parte di una suora, del presbiterato o qualunque altra scelta che cambia totalmente e dirige la nostra vita verso un fine più chiaro. 

Vediamo cos'è il matrimonio secondo Dio. 
Una celebrazione a Castelvetrano, città del fratello Gaetano Puglisi

Come noi sappiamo il nostro Dio è amore, comunicazione, condivisione, ed è Unità e Trinità insieme. Dio non sa stare solo, vive in compagnia e ci insegna che la vita diventa vera se vissuta con gli altri e per gli altri, se la vita è uscire da sé, aprirsi agli altri, donarsi agli altri. Dio ci chiama a questo tipo di vita e Adamo, creato da Dio simile a Lui, è l'atto più grande dell'amore di Dio. Anche per questo l'uomo essendo creatura, venendo nell'amore, è fatto per vivere nell'amore, per l'amore e per la comunicazione. 
 Dalla Bibbia traiamo testimonianza che Adamo, nonostante la sua possibilità di contatto diretto con Dio, con il creato, non è soddisfatto pienamente, non avverte la sua completezza fin quando Dio non crea la donna simile a lui nello spirito e nella carne. Adamo ha bisogno di Eva per sentirsi completo. Così due persone che si sposano devono essere in grado di sperimentare cosa significa l'esigenza di essere due, e nello stesso tempo una cosa sola. 
La coppia diventa quindi il legame più saldo che persone umane possano costruire molto più del legame fra genitori e figli; eccetto l'amore di Dio che di questo legame è fondamento. 
Dio crea la coppia come comunità base e fondamento di ogni altra realtà umana. L'unità raggiunta nella coppia deve servire a sviluppare e a valorizzare al massimo le ricchezze spirituali dell'uno e dell'altro; l'uno deve tendere verso l'altro. Vivendo questa esperienza di apertura e di donazione totale di sé‚ all'altra persona si impara a capire chi è Dio, ad entrare in comunicazione serena e disponibile con tutti gli altri, a partire dai figli, per arrivare ad ogni altra persona, alla società. 
L'amore, e dunque la coppia che si ama veramente, è immagine, segno tangibile dell'amore di Dio; la coppia quindi è sacramento, cioè "segno e strumento" dell'amore di Dio verso il suo popolo. La famiglia poi è Chiesa domestica perché il matrimonio è segno dell'amore di Dio e perché protagonista di questo amore è una coppia non un singolo, una comunità e non una somma di singoli. L'unica comunità che nasce come tale per volere di Dio è la famiglia che ha come fondamento l'amore interpersonale dell'uomo e della donna nel matrimonio. Per gli sposi, ma anche precedentemente per i fidanzati, il luogo dove possono capire a fondo la parola di Dio è il loro amore. 

Sposarsi in chiesa. 

Il matrimonio è un fatto di grazia, di vocazione, un servizio e dunque una missione nella chiesa e nella società più in generale. Sposarsi in chiesa dunque ha il senso che i due mettono a disposizione di Dio il loro amore, perché venga trasformato in annunzio del suo Amore per il mondo. Così bisogna che gli sposi imparino ad amare per primi anche quando l'altro ama meno, a mettere a disposizione della comunità le esperienze di vita di coppia e poi di famiglia per aprirsi agli altri.

Il matrimonio nella Bibbia.

La concezione biblica del matrimonio parte dal fatto che Dio è amore; il matrimonio è termine di paragone per indicare l'amore di Dio per gli uomini. L'amore di Dio viene raffigurato nell'esperienza dell'amore dell'uomo: Dio ama il suo popolo anche se questo non è fedele. Nel Nuovo Testamento i cristiani fanno, in modo caratteristico, l'esperienza dell'amore di Dio, perché Dio ha tanto amato il mondo da dare il Suo Unico Figlio e il Figlio di Dio fatto uomo ha amato l'umanità tanto da dare la sua vita. 
Avendo amato i suoi li amò fino alla fine. Cristo ama e ha amato la chiesa come lo sposo dovrebbe amare la sposa. Gli sposi dunque devono avere come modello di riferimento Cristo e la Chiesa, l'amore di Cristo per la Chiesa è infatti amore sponsale. 
In questo rapporto di unione e di reciprocità, Cristo e la Chiesa diventano un solo corpo, una sola carne. Tutti siamo una sola cosa con Cristo come lo sposo e la sposa diventano una sola cosa. Dato questo annuncio, si può capire che il matrimonio è vocazione cristiana, segno e strumento dell'amore di Cristo per la Chiesa.

 "Questo è un grande sacramento, lo dico in Cristo e nella Chiesa, mariti amate le vostre mogli come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei" (Ef 5,32). 

L'esperienza della liturgia Penitenziale ci ha rimesso in discussione, in cammino. Il Signore, nella sua misericordia, conosce i nostri limiti e ci ama nonostante i nostri limiti, con la Sua presenza ci dà la forza di andare avanti. Il Signore ci purifica, ci rinnova, ci mette nel suo spirito perché‚ possiamo essere comunione, perché possiamo essere chiesa. Anche la famiglia è piccola chiesa e la chiesa è formata da coloro che, chiamati ad essere figli di Dio, hanno risposto e cercano di vivere in comunione con Cristo e fra di loro, diventando un solo corpo. Noi dobbiamo cercare di vivere come piccola chiesa (famiglia piccola chiesa) in cui ciascuno si prende carico degli altri. "Portate i pesi gli uni degli altri". Nessuno può liberarsi e librarsi in alto da solo, nessuno può liberarsi dal suo egoismo se non si apre all'amore verso gli altri, quantomeno liberarsi dal suo peccato se non si apre al servizio degli altri. 
 Nessuno può raggiungere Dio che è amore se non vive nell'amore e in comunione con gli altri, nessuno può salvarsi da solo. Ciascuno di noi deve essere pronto a costruire chiesa nei vari ambienti in cui si trova a partire dal nucleo familiare. 
Ma come fare? E' possibile costruire la chiesa nella nostra famiglia?  Noi ci siamo fatti un ideale di famiglia, adesso torniamo a casa e ci troviamo di fronte ad un'altra realtà. Ma dobbiamo stare attenti. Nella nostra famiglia non ci saranno state delle variazioni; dovremo essere noi a cercare il modo per fare cambiare gradualmente qualcosa, cambiando noi per primi senza pretendere che siano gli altri a cambiare. Già abbiamo sperimentato che è possibile cambiare cambiando noi e aiutando gli altri a cambiarsi, accettandoli però così come sono. Se, infatti, noi pretendiamo che gli altri cambino prima di noi nulla mai cambierà. 
E' importante cambiare noi stessi, i nostri atteggiamenti, la nostra accoglienza, bisogna essere profondamente e sinceramente accoglienti verso tutti accogliendoli così come sono. Accoglienti significa essere come è Dio nei nostri confronti, come Gesù nei confronti di Zaccheo. Zaccheo sentendosi amato da Gesù ha cambiato il suo atteggiamento. 
Solo se si è amati si può cambiare; è impossibile cambiare se si è giudicati. Si può contribuire a cambiare qualcuno solo se si esprime il proprio amore, e nel proprio amore gli si dice: "Appunto perché ti voglio bene così come sei, desidero per te che tu cambi". Tutto questo può aiutarci a crescere insieme come gruppo.

(3-continua)

RINGRAZIAMENTI
Si ringrazia l'Archivio don Puglisi di via Bonello a Palermo, coordinato da Agostina Ajello, e il compianto mons. Francesco Pizzo che per primo analizzò i testi dei campi scuola di padre Puglisi.

3 commenti:

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  2. Giudicare il fratello non è assolutamente costruttivo, ma, l'amore come la preghiera è capace di spostare le montagne. Il suo grande esempio tutt'ora fa palpitare i nostri cuori, ed è capace di far cambiare ancora con le sue parole di Padre accogliente. Grazie
    Priscilla Aquila

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  3. Non c'è verità più grande di questa:"Solo se si é amati si può cambiare...." Perché l'Amore é il motore che muove le cose.
    Romina Colloca

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