venerdì 21 agosto 2015

PADRE PUGLISI: L'AMICIZIA E' QUELLA BRICIOLA DI SACRO CHE E' IN NOI

Padre Puglisi con una grande fiocco in una foto scherzosa scattata durante un pranzo con i suoi giovani

Viviamo in una società ipertecnologica che, malgrado i mass media, è in realtà una società della non comunicazione e della solitudine. Inizia con questa riflessione di una straordinaria modernità la riflessione - pronunciata trent'anni fa - di padre Pino Puglisi sull'amicizia. E sul rischio di trovarsi soli anche se - diremmo oggi - connessi h24 col mondo di internet. 
Dopo aver pubblicato la prima parte che riguarda il matrimonio (cliccate su questo link per leggerla) ecco la seconda parte delle relazioni di "3P" nel campo scuola che prendeva il titolo: "Essere con...comunicazione, amicizia, famiglia, dialogo": Un intero ciclo di incontri organizzato durante gli anni Ottanta dal sacerdote per i suoi ragazzi che già stavano percorrendo un itinerario formativo e vocazionale. 


L'amicizia, con i dovuti riferimenti biblici, viene collegata al rapporto con Cristo-amico, al Divino che si china sui problemi dell'Uomo: l'amicizia tra due uomini è una briciola del sacro che è in noi, è l'immagine dell'amicizia con Gesù. Come appare evidente, un sentimento all'apparenza solo umano viene elevato a una dimensione soprannaturale. 
L'amicizia è ciò che permette di trovare una risposta alle eterne domande: chi siamo? Dove andiamo? Non lo sappiamo, ma è meglio chiederselo in due che da soli...

TESTO DI PADRE PINO PUGLISI
Padre Puglisi scherza con i giovani partecipanti  a una riunione

L'amicizia, come vittoria non episodica sulla solitudine è forse il bisogno più acuto dell'uomo delle società tecnologicamente avanzate che, malgrado i mass-media e le grandi concentrazioni urbane, sono società della non comunicazione e della solitudine. Oggi alcuni pensano che essa sia una cosa da ragazzi, una esperienza poetica di gioventù, un'idea consolatoria per chi non ha cose serie da fare, o un trucco sofisticato per fare carriera e buoni affari. 
 Al contrario l'amicizia è l'espressione di quella briciola di sacro, di etico, di spirituale presente in ciascuno di noi ed è proprio essa che ci permette di offrirci totalmente ad un'altra persona senza barriere alla comunicazione e ci permette di sentirci accolti così come siamo. La società per certi versi pare favorevole allo sviluppo dell'amicizia, per altri pare di intralcio. Infatti la cultura del consumismo minaccia l'amicizia, perché atrofizza lo spirito di contemplazione, esalta l'effimero e il pragmatico; ciò che diventa utile è ciò che luccica, l'apparenza, la spettacolarità. 
 Il tempo viene monopolizzato da divertimenti e consumi, così viene intralciato il cammino dell'io verso il lido più desiderato del tu. In un rapporto amichevole, infatti, non c'è distinzione fra io e tu ma si vive orientati al noi. Gli amici sono fatti per essere un noi, ma nello stesso tempo sono chiamati a vivere in modo più vero ciascuno la propria identità, accettando il rapporto io-tu come relazione che, mentre unifica, diversifica facendoli diventare uno più uno. 
L'amicizia fa toccare in qualche modo il nucleo centrale di se stessi, fa dare una risposta alle eterne domande: da dove veniamo? Dove andiamo? E dove dobbiamo andare? 
 L'amico è, infatti, colui che ogni volta fa intravedere la meta e permette di fare insieme un pezzo di cammino. 
 L'amicizia è il terreno su cui il giovane può edificare la propria personalità con maggiore garanzia di riuscita. Ma la vera amicizia è rara e, come ogni valore, deve essere cercata, scoperta, protetta, alimentata e infine dilatata alle dimensioni del mondo. 
 Spesso però l'amicizia tanto sacralizzata davanti agli occhi dei giovani decade; si sente parlare sovente dell'esperienza del tradimento. Quell'amicizia intoccabile, iniziata con tanto ardore e speranza, appena colpita, provoca una crisi tremenda: allora diventa difficile perdonarsi, impossibile capirsi e lottare per difendere un rapporto che dava l'impressione di essere entusiasmante e definitivo. Questo però non succede solo ai giovani. Anche fra gli adulti è raro vedere amicizia profonde e durature perché minacciate da interessi, egoismi e gelosie. Spesso così le relazioni di amicizia finiscono per diventare un bene di consumo del tipo "usa e getta". 
Tuttavia l'amicizia ai nostri giorni rimane forse il lido più desiderato dai ragazzi, ma anche dagli adulti e dagli anziani perché non c'è età in cui non si senta il bisogno di rifondare una società davvero umana.
 
L'amicizia cristiana nella Bibbia e nel Nuovo Testamento

 La Sacra Scrittura non indaga il misterioso substrato da cui nasce l'amicizia, ma conosce molto bene questo sentimento la cui essenza è nell'affetto reciproco e disinteressato. Per capire bene il messaggio sull'amicizia che ci viene dalla Bibbia, bisogna tener conto che questa realtà umana è strettamente ancorata all'alleanza di Amore tra Dio e il popolo. L'amico può essere sostegno fermo e alleato fedele solo in quanto è radicato in quel Dio che è fedeltà per essenza, non viene mai meno al suo patto di Amore. Nell'amico fedele, tesoro immenso, si intravede Colui che deve venire
 Il Nuovo Testamento mette davanti ai nostri occhi l'Amico eterno, la cui bellezza sorpassa quella del sole e delle stelle, la cui forza va da un estremo all'altro del mondo, reggendo l'universo con bontà più che umana. 
 La vita cristiana quindi è un rapporto di amore con questo Uomo Unico che vive oltre la morte, legando a sé, per la salvezza, ogni uomo che voglia aprirsi nella fede e nell'amore al suo influsso. Cristo è venuto in questo mondo per santificare e per rendere possibile l'amicizia, autenticandola con il suo stesso esempio, anche se in lui, più che manifestazioni esterne di un'amicizia umana (Gv 11,3-11) si vedono gli slanci generosi di un amore soprannaturale che viene da Dio. 
L'unione fra coloro che si amano è già da sola un segno della sua presenza nascosta. Solo l'uomo radicato in Cristo è capace di vivere nella sua pienezza e limpidezza la realtà umana dell'amicizia. L'amicizia cristiana è un'amicizia soprannaturale che ha il suo punto di partenza in Cristo, progredisce secondo la sua volontà e termina in Lui in un rapporto IO-TU,  NOI-CRISTO. 

Il concetto di "Agape"
Gesù, nell'ultima cena, nell'estremo saluto ai suoi amici, prima della passione ha lasciato un comandamento riassuntivo di tutta la sua dottrina: "Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri come io vi ho amati, in questo riconosceranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni verso gli altri" (Gv 13, 34-35). Per alimentare l'amore Gesù lasciò se stesso nel mistero dell'Eucaristia, sacramento che testimonia l'amore verso l'uomo: "Avendo amato i suoi li amò fino alla fine" (Gv 13,11). 
 L'esperienza di Gesù dice che l'amore è qualcosa di impegnativo e di arduo. L'amore inteso come Eros (amore sensibile) è dato all'uomo come energia dinamica positiva, che ha bisogno di una canalizzazione razionale che si realizza nella Filia (amicizia in cui l'Eros si integra con la componente razionale e spirituale dell'uomo). Ed è proprio la Filia che aiuta ad incontrare l'altro a livelli più profondi. Ma l'amore ha anche un ulteriore livello dato dalla carità, dall'Agape, dalla “Dilectio” (amore verso l'altro perché figlio di Dio). Esso è un dono di Dio prima che una conquista personale. 
Dio che è Padre nel Figlio, attraverso lo Spirito Santo, diffonde l'Amore nei cuori che lo accolgono, e vitalizza i germi, che già esistono, dell'accoglienza, della pazienza, della comprensione, del perdono, della solidarietà fino all'amore per il nemico, per chi è bisognoso e devastato nel suo essere, per chi è solo e smarrito. La carità "Agape" produce una sorta di sublimazione dell'amore, una continua verifica di esso perché non scivoli nei facili alibi di coloro che dicono spesso di amare tutti senza differenza e non amano nessuno.
(2-continua) 

RINGRAZIAMENTI
Si ringrazia l'Archivio don Puglisi di via Bonello a Palermo, coordinato da Agostina Ajello, e il compianto mons. Francesco Pizzo che per primo analizzò i testi dei campi scuola di padre Puglisi.

2 commenti:

  1. Sempre lungimirante Padre Pino Puglisi e precursore di iniziative pregevoli nel campo etico!
    Adriana Rossella Bellavia

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  2. Beato Padre Pino Puglisi proteggi e concedi tramite il buon Dio le grazie necessarie a tutte le persone che si rivolgono a te con vera fede. Amen
    Luigi Meli

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