venerdì 17 luglio 2015

PADRE PINO PUGLISI: L'AMICIZIA E IL MATRIMONIO CI PORTANO VERSO DIO


di Francesco Deliziosi
"Essere con...comunicazione, amicizia, famiglia, dialogo": questo era il titolo di un intero campo scuola organizzato durante gli anni Ottanta da padre Pino Puglisi per i suoi ragazzi che già stavano percorrendo un itinerario formativo e vocazionale. 
Partendo dalla dimensione sociale dell'uomo, il sacerdote nella relazione che pubblichiamo esamina il tema della solitudine nella società moderna e vi contrappone l'amicizia e il carisma del matrimonio. L'amicizia, in particolare viene collegata al rapporto con Cristo-amico, al Divino che si china sui problemi dell'Uomo: l'amicizia tra due uomini è immagine dell'amicizia con Gesù. Ed ecco che un sentimento all'apparenza solo umano viene elevato a una dimensione soprannaturale. Allo stesso modo il matrimonio, che può apparire solo un fatto privato tra i due sposi, in realtà ha in orizzontale una dimensione sociale e in verticale una dimensione che eleva verso il Cielo. "Amandovi dite al mondo che Dio c'è": così durante le omelie per le nozze (anche le mie!), spesso padre Pino esortava gli sposi a non chiudersi in se stessi ma a essere consapevoli che i loro gesti, i loro comportamenti, il loro "essere" nel sacramento doveva essere un segno per tutti.

Una pedagogia esistenziale era alla base dell'insegnamento del sacerdote-martire: un efficacissimo metodo educativo tutto suo e originale, che ha come poli Dio e il giovane. Ma il Divino non viene calato nella realtà come una ricetta preconfezionata. Il ragazzo è portato a vedere nella realtà gli straordinari doni che Dio ci distribuisce. E tra questi l'amicizia e l'amore sponsale sono ai primi posti, le scintille di una felicità gioiosa che è possibile conseguire su questa terra. Quella felicità che il sorriso di padre Pino esprimeva con serenità in ogni dove e anche tra gli ultimi della Brancaccio violenta degli anni '90.



TESTO DI PADRE PINO PUGLISI

L'IO E LA SOLITUDINE
Forse per la prima volta abbiamo modo di accostarci ad una tematica che è stata sempre presente nella nostra vita: la solitudine. Ciascuno di noi ha vissuto momenti di solitudine. Ma cosa si intende per solitudine? Fino a poco tempo fa il solo termine ci faceva quasi paura; adesso invece di solitudine ne sentiamo il bisogno. Spesso abbiamo avuto modo di vivere la solitudine ma non di apprezzarne il profondo significato. Adesso cerchiamo nella solitudine il mezzo tramite il quale scoprire e apprezzare la nostra essenza e poter avere un approccio più diretto col prossimo e una più profonda conoscenza e interiorizzazione di Cristo.

IO E IL PADRE
A volte non ci è possibile considerarci realmente figli di Dio; questo perché non sempre disponiamo di una preparazione tale che ci consenta di essere pienamente coscienti di questa nostra realtà. Il Signore ha detto: "Il tuo nome lo porto scritto nel mio cuore. Non temere. Io sono con te". Ma siamo veramente sicuri di questo? Capiamo fino in fondo il significato di queste parole? Fino a che punto noi, nella nostra dimensione di uomini, riusciamo a captare e comprendere questa nostra realtà di figli di un Padre materno?
Il Signore è Padre che non si dimentica mai di nessuno perché talvolta ci sentiamo completamente abbandonati? Forse non abbiamo piena fiducia in Lui? O forse la nostra disponibilità ad una intensa e profonda relazione con il Padre non è ancora matura a tal punto da considerarci suoi figli?

IO E L'AMICO
L'amicizia è un valore, ma la maggior parte delle volte è interpretata come un mezzo che ti permette, più che altro uno scambio, e non una vera e propria condivisione. Molto spesso noi tendiamo a crearci un prototipo ideale d'amico, che influenza poi la scelta delle nostre conoscenze e il modo in cui istaurare il rapporto con esse. Nonostante ciò, la nostra natura ci spinge ad avere l'esigenza di un aiuto che pervenga dall'esterno. L'amico in questo senso ha una funzione molto importante nella nostra vita, infatti ci permette di rivedere e di riconoscere la nostra identità fatta di opinioni, false verità, di dubbi e di sentimenti che ci fanno piombare nelle famose crisi esistenziali. Ormai è chiaro che l'unico sentimento da cui è condizionato ogni nostro rapporto d'amicizia è l'amore, un sentimento meraviglioso del quale il Signore ci ha fatto dono e secondo il quale ogni nostra azione dovrebbe essere condizionata. 

LO SPOSO E LA SPOSA

Spesso il matrimonio si intende fine a se stesso, così da divenire un rapporto sostanzialmente sterile, senza uno scopo ben definito se non quello materiale. Questo perché in fondo non si conosce il vero significato del Sacramento. Se due persone decidono di unirsi in matrimonio è perché hanno riconosciuto un loro carisma e hanno fatto una scelta. Sposarsi significa rinunciare a tutto ciò che è stato proprio e condividerlo con l'altro, così da formare due metà che si completano a vicenda, incontrandosi: due solitudini che si fondono in una sola. L'uomo si realizza nell'uomo. L'amore nella realtà quotidiana si esprime da sempre non solo come generico amore verso tutti ma molto spesso si concretizza nel rapporto particolare, esclusivo che lega fra di loro un uomo e una donna. Questa realtà particolare di amore è vissuta, all'interno della fede cristiana, attraverso il matrimonio. Il matrimonio cristiano è una realtà molto complessa e riguarda tutta l'intera vita delle due persone: esso esprime valori molto importanti ed ha come ultimo scopo la piena realizzazione dei due individui come figli di Dio uniti all'amore del Padre. L'adolescenza è l'età in cui comincia a diventare grandi perché, delle prime impegnative riflessioni, delle prime importanti scelte di vita: attraverso tutto ciò si cresce e ci si matura. Il sesso, il sentimento, l'amicizia sono realtà e valori importanti della vita di ciascuno. Sono valori umani dunque pure realtà buone secondo il progetto di Dio. I rapporti con l'altro sesso sono fatti di incontri, di scontri, di invidie e di simpatie, di sentimenti e di sogni: tutto ciò dovrebbe preparare alle scelte più durature. 
(1-continua)

1 commento:

  1. Penso che don Pino aveva anticipato fortemente il Sinodo sulla famiglia! Grazie don Pino e prega per tutte le famiglie!
    Alba Lo Re

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