mercoledì 22 aprile 2015

PADRE PUGLISI: SIATE INNAMORATI DI GESU'



"Se volete che vi stiano ad ascoltare, si deve vedere che siete innamorati di Gesù": questo era il consiglio che padre Pino Puglisi dava ai volontari che sarebbero andati casa per casa a Brancaccio per le Missioni Popolari, nel 1992 e nel 1993. E in ogni azione del sacerdote-martire questo "innamoramento" per Gesù è stato evidente, è stato il catalizzatore della sua fede. 
"Ecco l'uomo di Nazareth, il Cristo": è infatti il titolo di un campo scuola per i suoi ragazzi negli anni Ottanta tutto dedicato ad approfondire la figura di Gesù. La prima relazione di padre Puglisi (per leggerla cliccate qui) era destinata a chiarire l'esistenza storica di Cristo e come egli sia stato portatore di valori universali. In questa seconda relazione che trovate qui di seguito, 3P - in uno dei testi più belli che ci ha lasciato - descrive il suo modo di  essere e di relazionarsi. La sua umanità è proposta come modello di umanità e il sacerdote sottolinea come e perché Gesù apprezzasse particolarmente i giovani, il loro slancio vitale, l'entusiasmo, l'ampiezza di orizzonti. Si passa poi alla conclusione: Gesù era un uomo libero e liberante, autonomo dalle istituzioni politiche e religiose dell'epoca, che infatti lo misero a morte. 

TESTO DI PADRE PINO PUGLISI

«Ci saremo chiesti più volte come era Gesù fisicamente. È difficile dirlo. Si pensa che fosse robusto, perché riusciva a fare lunghi percorsi, parlare per ore, non mangiare per diversi giorni, ricevere centinaia di persone. Doveva avere uno sguardo penetrante, rivelatore di un animo nobile e di ineffabile dolcezza. Gesù doveva esprimersi tanto con lo sguardo che con le parole. Sguardo di tenerezza per il giovane ricco e per il giovane povero, sguardo quasi di collera nei confronti dei farisei ostinati, che cercano di prenderlo in fallo. E sguardo travolgente nel tempio di Gerusalemme: sembra che ne voglia prendere possesso.
  Gesù è un poeta che rivela le analogie nascoste nelle cose semplici. Sa scoprire la corrispondenza tra il mondo sensibile e il mondo invisibile. Per lui la natura e le sue bellezze sono segno dell’amore delicato del Padre che è nei cieli. Ciò che caratterizza l’uomo Gesù è la tenerezza. Una tenerezza umana sconvolgente. I giovani, e specialmente i bambini, sono i primi a godere del suo affetto: “Lasciate che i bambini vengano a me”. Sembra che i giovani affascinassero Gesù. In essi trovava senza dubbio l’eterna giovinezza di Dio. Apprezza i loro ideali, il loro desiderio di novità, la mancanza di egoismo, l’ampiezza di orizzonti, l’entusiasmo che li spinge verso il futuro.
  Grande è la sua tenerezza per quelli che soffrono nel corpo. Si direbbe che Gesù sia incapace di sopportare la sofferenza degli altri e perciò deve agire immediatamente, per alleviarla. Ha infine tenerezza per i valori dello spirito. Gesù è un medico di cuori più che dei corpi. Così lo vediamo frequentare gente poco raccomandabile, secondo la mentalità dell’epoca: “Non sono venuto a chiamare quelli che si credono giusti, ma quelli che si credono peccatori” (Mt 9,13).
  Gesù ama tutte le persone che incontra, fosse anche il suo peggior nemico» rifletteva padre Pino. Infatti una delle sue ultime parole è stato il perdono per quelli che lo avevano inchiodato sulla croce. Era un individuo di una tenerezza umana fuori dal comune, con un cuore compassionevole e indulgente di fronte alla debolezza umana, pronto a perdonare tutto.
 Gesù si mostra però anche esigente, in una maniera inaudita e audace. Fino al punto da affermare che chi non è con lui è contro di lui; che bisogna lasciare tutto per seguirlo, anche se si dovessero rompere legami sacri: “Chi ama suo padre e sua madre più di quanto ama me, non è degno di me” (Mt 10,37).»
 Gesù è mite. Fa l’elogio della dolcezza. Raccomanda la non violenza: “porgi l’altra guancia”. Secondo Gesù la dolcezza deve estendersi anche ai nemici: “Amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano” (Lc 6,27). 

Gesù è un capo. Sa esigere, comandare, organizzare. La moltiplicazione dei pani e dei pesci dimostra le sue capacità organizzative. Si mostra duro con gli amici se vogliono dissuaderlo dal progetto del Padre. “Via da me” dice a Pietro che non riesce a capire le prospettive della morte del capo (Mc 8,33). 
Gesù parla sempre con autorità. È un’autorità. Ma non è accecato dalla superiorità. Diventa l’umile e sofferente servo di Dio e degli uomini.
  Gesù è avveduto e sagace. Ogni volta che gli tendono un tranello egli lo aggira. È abile nelle controversie ma è anche di una lealtà cristallina. In lui troviamo la semplicità e l’accortezza.
Gesù è uomo d’azione. Nei pochi mesi del suo ministero percorre in lungo e in largo il Paese. Più volte è a Gerusalemme, in occasione delle feste religiose, dove istruisce pazientemente gli apostoli e apre loro orizzonti più vasti di quelli nazionali. Spesso non ha il tempo per mangiare.
  Gesù è anche contemplativo. Dopo le giornate massacranti delle predicazioni e guarigioni si ritira in disparte, per pregare tutta la notte.
  Gesù manifesta un grande talento di oratore. La sua parola è potente, bruciante. Il suo insegnamento è alla portata dell’uomo più semplice e, insieme, di una profondità inesauribile. Una volta i suoi nemici avevano mandato le guardie per arrestarlo. Esse lo trovano che sta predicando. Non osano affrontare la folla e si fermano ad ascoltarlo. Ben presto sono inchiodate all’ammirazione. Le ore passano. Infine le guardie tornano sconcertate: “Nessun uomo ha mai parlato come lui” dicono ai capi per giustificarsi (Gv 7,46).
  Tuttavia Gesù non è un superuomo. È un essere umano che ha vissuto intensamente, un essere pieno di tenerezza e sensibilità, di intelligenza acuta e di solido buon senso. Tutte queste qualità spinte alla perfezione si sono espresse in una libertà totale nei confronti degli uomini e delle istituzioni, una libertà umile, tuttavia, di una sottomissione esemplare alla volontà divina.

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RINGRAZIAMENTI
Si ringrazia l'Archivio don Puglisi di via Bonello a Palermo, coordinato da Agostina Ajello e il compianto mons. Francesco Pizzo che per primo analizzò i testi dei campi scuola di padre Puglisi.


8 commenti:

  1. merita di essere santificato per il sacrificio in nome di Gesù.
    Lina Mantione Santo Palumbo

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  2. Preghiamo affinché la sua causa di canonizzazione si velocizzi al più presto possibile per poterlo vedere agli onori degli altari
    Antonello Principato

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  3. In ricordo di P.P.Puglisi potete visitare la collettiva di pittura dedicata alla "sua luce" presso la chiesa di S.Ippolito a Palermo
    Mariella Ramondo

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  4. Beato Padre Pino Puglisi prega per me e stammi vicino sempre....Amen
    Luigi Meli

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  5. La chiesa di Sant'Ippolito a Palermo che ospita temporaneamente la mostra su padre Puglisi è al Capo e sarà visitabile fino al 25 maggio

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  6. La ripeto spesso questa frase ai miei bambini al catechismo: se siamo "amici di Gesù" dobbiamo avere tanta voglia di conoscerlo e solo allora ci innamorare di questo grande Amico
    Mariella Ramondo

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