giovedì 8 gennaio 2015

PADRE PUGLISI SPIEGA LE BEATITUDINI /1 BEATI I POVERI IN SPIRITO



Una immagine della cerimonia di beatificazione di padre Puglisi  a maggio del 2013
di Francesco Deliziosi

INTRODUZIONE ALLE BEATITUDINI:
COSA ERANO I CAMPI SCUOLA DI PADRE PUGLISI

L'idea dei campi per i giovani venne a padre Pino Puglisi dopo aver organizzato una mostra che si tenne al Palazzo arcivescovile di Palermo dal gennaio all'aprile del 1983 e fu visitata da migliaia di studenti. Tredici équipe di volontari si alternavano come guide durante gli orari di apertura. Attraverso ventinove pannelli con disegni e foto, preparati a livello nazionale dal Centro vocazionale itinerante, si proponeva ai giovani un momento di riflessione sul senso della vita. Il titolo era infatti "Sì, ma verso dove?", lo slogan che padre Pino farà proprio insieme con l'adesivo rotondo simbolo della mostra



L'esperienza dei campi scuola va dall'inizio degli anni Ottanta al 1992 e segue le tre tappe del "metodo Puglisi", affinato col tempo e con gli studi: 1) la ricerca di senso e della propria identità; 2) il valore dello stare insieme senza "maschere"; 3) lo slancio verso la conoscenza di Gesù e della propria vocazione. 
Attraverso la segnalazione delle parrocchie o degli insegnanti delle scuole superiori, i giovani erano invitati a partecipare al campo base. "Sì, ma verso dove?" era il tema e la domanda. La risposta di padre Pino era: conosci prima te stesso, poi vai verso i poveri e incontrerai Dio.
In seguito il cammino proseguiva durante l'anno con incontri quindicinali "per continuare il clima di ricerca e di condivisione" e sviluppare i temi iniziali. Le sedi dei campi estivi furono diverse, in Sicilia e in altre regioni, anche per arricchire le possibilità di escursioni (almeno una delle mattinate era sempre dedicata a una scalata per vedere sorgere l'alba. Poi si celebrava una messa all'aperto): Mezzojuso e Gangi (Palermo), Erice e Sant'Anna (Trapani), Mistretta (Messina), Salsomaggiore, Berceto (Parma)...
Padre Puglisi durante l'escursione notturna in montagna che si concludeva all'alba

La messa all'aperto era di un impatto straordinario per i giovani che "sentivano" Dio nella natura 

I criteri comuni all'itinerario erano così descritti personalmente da 3P in una relazione: "Si cerca di privilegiare la formazione alla preghiera e al servizio. La preghiera è concepita come ascolto, disponibilità, fiducia, abbandono in Dio. A tale scopo vengono curate e preparate particolarmente le celebrazioni, momenti culminanti comunitari della preghiera che dovrebbe permeare tutta la vita e l'attività di ciascuno durante il campo (e, ovviamente, non solo durante il campo); viene dato sempre maggior spazio (con l'andare del tempo e secondo la maturazione del gruppo) a momenti di "deserto", durante il quale ciascuno, posto personalmente in dialogo con il Signore, si apre ad un "Sì" sempre più preciso, ampio e definitivo". Oltre alla preghiera, altre indicazioni riguardavano il servizio: "Tutti i campi da noi promossi sono autogestiti, perché ciascuno faccia esperienza esistenziale del servizio nelle azioni, anche le più umili e banali". Padre Puglisi per primo dava l'esempio assumendosi i servizi più pesanti come lavare i piatti o gettare i rifiuti o servire a tavola. 
Padre Puglisi serve a tavola i ragazzi del campo scuola


Qui è alle prese con i preparativi in cucina

L'esigenza di concretezza si traduceva successivamente anche "in un'esperienza comune in un ospedale e in un'esperienza di servizio della Parola in una parrocchia". Infine "lungo tutto il cammino, con discrezione ma con esplicita chiarezza, viene offerto il servizio della direzione spirituale, come aiuto per saper discernere la voce del Signore".
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LE BEATITUDINI



"Seguire Gesù sulla via delle beatitudini" era il tema di un intero campo. In questo post iniziale, dopo queste note introduttive, pubblichiamo il testo della prima relazione di padre Puglisi in cui viene spiegata ai ragazzi la beatitudine dei "poveri in spirito". Subito dopo seguiva l'approfondimento sui "puri di cuore" con un interessante parallelo tra i primi (i poveri) che sono coloro "che pongono al primo posto Dio e la sua Parola" e i secondi (i puri) cioè coloro che pensano e vivono "secondo Dio e secondo Verità" (ne leggerete sul secondo post).
E' questa appunto la prima di sei puntate: così saranno divise sul nostro blog le relazioni di 3P sull'argomento. Nella spiegazione, infatti, il sacerdote non seguiva passo passo il testo di Matteo, ma integrava le beatitudini raggruppandole in modo diverso per i suoi fini pedagogici. 
Si tratta di trascrizioni da audiocassette ed è stato mantenuto il tono colloquiale di padre Pino. Il suo raccontare è infatti piano e semplice, commisurato all'età del suo uditorio adolescenziale. E' d'altronde uno stile adatto alla psicologia e alla capacità di apprendimento del giovane, il quale procede più per immagini che per via di idee astratte. Padre Puglisi perciò non espone la dottrina cristiana ma racconta Cristo (vedi  il relativo post); racconta la storia della salvezza, quella annunziata e quella vissuta, racconta il Vangelo. Racconta nel contempo la storia degli uomini, i loro problemi e conflitti, i cattivi comportamenti e i modelli, percorrendo i due livelli, biblico ed esistenziale. E la dinamica della relazione è aperta al confronto, per cui il dato educativo è conseguenziale, non artificioso e imposto. Al termine di ogni relazione venivano poste ai partecipanti delle domande per il momento di confronto nei gruppi. Le abbiamo mantenute, in modo che le associazioni, le parrocchie, i gruppi che vorranno utilizzare questi post come traccia per i loro ritiri spirituali possano seguire in tutto e per tutto il cammino che 25-30 anni fa padre Puglisi aveva indicato per i suoi ragazzi. Ascoltiamo quindi la parola di 3P….

IL TESTO DI PADRE PUGLISI
BEATI I POVERI IN SPIRITO
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Beati i poveri in spirito: era l'inizio della prima relazione

"San Matteo" iniziava padre Puglisi "presenta nel quinto capitolo il discorso di Gesù che è programmatico e solenne, volendo correlarlo ad un altro dell'Antico Testamento. Il discorso di Gesù viene fatto su una montagna, che nell'Antico Testamento rappresenta il Signore. Proprio su una montagna Dio si era manifestato a Mosè e gli aveva affidato i dieci comandamenti. Essi nel Vangelo vengono sostituiti dalle beatitudini.
I comandamenti e le beatitudini sono le leggi fondamentali che riguardano la vita dell'uomo e del cristiano; però fra esse c'è grande differenza: mentre nell'Antico Testamento le leggi che Dio dettò a Mosè vengono imposte e sono categoriche, nel Nuovo Testamento, attraverso le beatitudini, Gesù propone degli ideali, facendo comprendere quali siano le conseguenze di questi ideali se accettati. Gesù fa capire che chi si immette sulla via delle beatitudini trova felicità. Quindi la legge del Nuovo Testamento non è più imposta, ma proposta. E' una legge che deve essere accolta e accettata, da far diventare qualcosa di proprio, che fa parte della propria personalità.
Matteo, nel capitolo 13 riferisce che sono beati coloro che ascoltano e vedono: ascoltano la Parola di Gesù e vedono quella stessa Parola che agisce nel cuore umano e nelle opere. Queste azioni interiorizzate procurano gioia.
Anche San Luca dice lo stesso (Lc. 11,28), aggiungendo appunto che si è felici se si vive questa Parola di Dio, ossia se la si mette in pratica. Ecco il senso generale della beatitudine: è una nuova legge che non è imposta, ma proposta, che dà gioia se viene accolta e fatta propria, se diventa vita personale e se si realizza, secondo come diceva il profeta Geremia: "Verranno giorni nei quali con la casa di Israele...io concluderò un'alleanza nuova...Porrò la mia legge nel loro animo, la scriverò nel loro cuore" (Ger. 31, 31-34).

"Bisogna dire" continuava padre Puglisi "che per la popolazione ebraica i poveri in spirito non erano tanto quelli che non avevano niente ma piuttosto coloro che non si affidavano solo alla propria sapienza, al proprio potere, ma ponevano al primo posto Dio e la sua Parola. 
I valori di cui parla Gesù nelle beatitudini hanno, nel mondo di oggi, dei contro-valori. In una inchiesta è emerso che tuttora molti valori sono presenti, soprattutto il valore della persona, che cerca quanto più possibile di realizzare se stessa e il proprio benessere. Questo valore, oltre che risvolti positivi, può averne di negativi, quando si pensa a ciò che è bene solo per sé, a prescindere dagli altri. In una ipotesi sugli eventuali valori del futuro si riscontrano cose positive; una vita più semplice, un amore maggiore verso la natura, una vita che rifugga dai bisogni semplicemente materiali e dal consumismo. Però di contro c'è una concezione egocentrica della virtù; in essa si sottolinea il piacere personale come uno dei valori assoluti.
Uno dei vizi più diffusi del mondo consumistico, infatti, è il piacere del gusto e del sesso. E il denaro, essendo il mezzo più facile per procurare il piacere, è un altro dei valori maggiori del nostro tempo. L'uomo di oggi è legato alla "roba" più che agli affetti, per cui nascono molte inimicizie per il suo possesso. 
Un altro dei valori emergenti è il potere, visto non come servizio verso gli altri, ma come mezzo per procurarsi il piacere. La bellezza non è un controvalore, è un dono di Dio, però quando si considera come valore fondamentale di una persona, allora essa è un controvalore, essendo qualcosa di secondario.
Anche la forza, quando diventa un culto, una legge, è un segno di degrado dell'uomo, per cui anche la violenza e la vendetta, conseguenti a questo culto, sono oggi considerate un modo di pensare come un altro. 
Il mondo presenta tutti questi controvalori, diffusi dove c'è il benessere, come cose che danno pace e felicità. Ma non è così. Il piacere non dà gioia. Ciò è provato dal frequente numero di suicidi, dall'abbondante uso di droga e alcol.
La strada indicata da Gesù Cristo è anche oggi percorribile? Conduce alla gioia? Sì, a patto che la principale via sia la fiducia riposta in Dio. Il Magnificat ci insegna come: con l'essere umili e coscienti del proprio limite. I poveri non pongono la loro fiducia nei beni della terra. Essi sono beni da condividere con i fratelli. Ma solo se il bene supremo è Dio, si saprà condividere il resto con gli altri. Gesù ha detto: "Cercate innanzitutto il regno di Dio e la sua giustizia e le altre cose vi saranno date in più" (Lc. 12,31)
(1-continua. Il secondo post sui "puri di cuore" conterrà anche le domande poste da padre Puglisi ai giovani per la meditazione e la verifica nei gruppi).
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Si ringrazia l'Archivio Don Puglisi di via Bonello a Palermo coordinato da Agostina Aiello. Una preghiera, un grazie e un ricordo affettuoso per mons. Francesco Pizzo che già nel 1994, subito dopo l'omicidio dell'amico Pino (col quale aveva condiviso gli anni pionieristici del Centro Vocazioni), si dedicò alla raccolta e allo studio di queste relazioni dei campi scuola.

8 commenti:

  1. Il suo essere sacerdote al 100% è stata la vera grandezza di questo piccolo uomo.
    Maria Rosa Mondello

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  2. Mi sembra che oggi più che mai occorra rispolverare ,analizzare e far proprie le beatitudini evangeliche
    Pina D'Alatri

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  3. "Si cerca di privilegiare la formazione alla preghiera e al servizio. La preghiera è concepita come ascolto, disponibilità, fiducia, abbandono in Dio." Una strada da percorrere per poter scoprire il senso della vita e per provare la felicità che il piacere non dà. Il piacere potrebbe dare un po' di felicità soltanto se è il segno dell'amore e del rispetto nei confronti della persona amata, altrimenti potrebbe addirittura diventare violenza. Spero nella volontà da parte di ciascuno di provare a cercare e sperimentare questa verità: ciò che la preghiera potrebbe indurre. Credo sia una condizione necessaria per salvare dal degrado la nostra società.

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  4. Nel leggere le belle riflessioni d 3P sulle Beatitudini, mi sembra che alcune sottolineature sono molto vicine ai concetti che Papa Francesco va dicendo nei suoi discorsi. Sono le grandi intuizioni di uomini di fede!
    Padre Paolo Fiasconaro

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  5. Grazie per aver creato questo blog! Grazie per quanto condividete delle parole e dell'insegnamento di Padre Pino! L.

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  6. Grazie per queste bellissime pubblicazioni. Sono anche molto utili per sviluppare lezioni in classe!
    Alba Lo Re

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  7. Grazie a lei,Francesco Deliziosi conosciamo padre Puglisi ogni giorno di più (questi testi sono bellissimi) grazie veramente di cuore
    Stefana Santoro

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  8. Che belle parole. Grazie per averle messe a disposizione di tutti!

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