mercoledì 1 ottobre 2014

PINO PUGLISI SEMINARISTA: LA VOCAZIONE DI SERVIRE IL SIGNORE



Pino Puglisi ebbe la vocazione nel 1953 a 15 anni, appena compiuto il primo biennio del magistrale De Cosmi a Palermo. Per quei tempi (esisteva ancora il seminario minore) era una vocazione adulta. Col sostegno della famiglia, in particolare della madre Giuseppina e del fratello maggiore Gaetano (che gli fornì anche gran parte del sostegno economico necessario) affrontò gli studi e riuscì a superare gli esami. La richiesta di ammissione al seminario porta la data del 10 settembre 1953: Pino Puglisi scrive di suo pugno in un foglio a righe, con una elegante grafia e qualche svolazzo. La lettera comincia così: ”Seguendo le sante ispirazioni del Signore che mi ha illuminato sulla vanità delle cose terrene e sulla grandezza della Sua grazia, ho deciso di dedicarmi al servizio della Sua gloria ed al bene delle anime". Il giovane Puglisi festeggiò la vestizione chiericale il 7 dicembre del 1953.

In seminario la vita non era comoda. Sveglia all'alba, preghiere, colazione, mattinata di studio. Al pomeriggio, per chi era "prefettino" come Giuseppe, si aggiungeva anche la responsabilità di tenere a bada una camerata di venti, venticinque ragazzi del seminario minore. Il rettore infatti quasi subito gli diede l'incarico di "maestro" dei piccolini. Ecco i ricordi di don Pietro Cullotta, oggi parroco a San Tommaso d'Aquino: "Lo conobbi al mio primo giorno in seminario. Ero stato ammesso a gennaio, in ritardo sull'inizio degli studi. Subito i responsabili fecero chiamare Puglisi e osservarono che grazie a lui avrei potuto recuperare facilmente il tempo perduto. Ero appena un ragazzo, con le paure di quell'età. Guardavo con preoccupazione la porta. Mi aspettavo e temevo di vedere arrivare un omaccione che da quel momento avrebbe avuto in mano il mio destino. Invece entrò lui, così piccolino, quasi gracile. Sorrise, mi sentii subito a mio agio...".

Poi i seminaristi stavano ancora sui libri, fino a tardi. Nessun contatto con l'esterno, si tornava a casa solo per i mesi estivi. E in quel momento Pino cominciò anche a conoscere grazie ai treni la provincia di Trapani, visto che il fratello Gaetano si era trasferito a Castelvetrano.

 Una dura disciplina, esami ponderosi, insegnanti severi. C'è una foto dell'agosto 1956 che ritrae Pino e altri seminaristi durante un'escursione sul Monte Cuccio: tutt'intorno sole, rocce, erba riarsa dalla siccità. I ragazzi hanno le tonache nere lunghe fino alle scarpe e i volti stravolti dalla fatica e dal caldo. Unica concessione, il berretto bianco in testa e qualche borraccia d'acqua. In tutte le foto di quegli anni spicca già il sorriso coinvolgente del giovane Pino, mingherlino e con le orecchie a sventola ma dalla grande simpatia.

Tutto era illuminato dalla fede. In un quadernetto di appunti riporta una frase di Don Bosco: "Sacerdote! Datore di cose sacre, anello di congiunzione tra Dio e l’uomo, fiaccola posta sul moggio, pioniere che apre la strada del Regno dei cieli".
(1-continua)
Le citazioni sono tratte da F.Deliziosi "Pino Puglisi - il prete che fece tremare la mafia con un sorriso" (Rizzoli). Si ringrazia l'Archivio Don Giuseppe Puglisi di via Bonello a cura di Agostina Aiello.

8 commenti:

  1. Il grande dono della vocazione sacerdotale
    Giuseppe Lombardo

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  2. Grazie Francesco della condivisione. Non finiremo mai di ringraziare il Signore per il dono di Puglisi. Io sono a Lourdes con il pellegrinaggio Unitalsi e colgo l'occasione del contatto per farti tanti auguri di bene e santità.
    Don Giovanni Basile

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  3. Il sacrificio per il riscato del popolo siciliano e, soprattutto, di quanti per lo strapotere delle forze malavitose sono destinati a vivere nella paura, nella miseria, nel silenzio e persino nell'anonimato.
    Totò Lombardo

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  4. grazie per l'impegno profuso nel blog. E' bello ritrovare il Beato Don Pino Puglisi per chi l'ha conosciuto direttamente!
    Agostina Aiello

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  5. Il sorriso di Padre Pino sembra quello che lo ha accompagnato per tutta la sua vita... La Sua grandezza: averlo donato per l'ultima volta a chi lo avrebbe spento per sempre...
    Adriana Rossella Bellavia

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  6. Padre Puglisi sei sempre nel mio cuore.Ti affido la mia famiglia.
    Pina Grassadonia

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  7. Preghiamo per la conversione dei troppi ingannati dalle strutture di peccato che imperversano nelle terre siciliane, e ricordo che morto nel corpo un Puglisi, ne sorgono altri cento. Nessun demone incarnato, esattamente come i poveri diavoli che veleggiano i cieli per tentare di perderci, vinceranno. Siete degli sconfitti: e la vostra rabbia e la vostra violenza ne è la prova.

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