lunedì 29 settembre 2014

PADRE PUGLISI ATTRAVERSO LE SUE FRASI: POVERI, PERDONO, PERSEGUITATI





Padre Puglisi attraverso le sue frasi. Questo post si collega a quello precedente e consente di ricostruire, attraverso citazioni dirette delle sue relazioni nei campi scuola, il nocciolo del suo insegnamento ovvero il taglio esistenziale della sua proposta di riflessione: Sì, ma verso dove? Verso dove vogliamo che vada la nostra vita? Verso l'amicizia o la solitudine? Verso il perdono o verso il rancore? Scelte che condizionano l'esistenza di tutti. Ma il giusto deve avere anche la consapevolezza che il suo comportamento susciterà odio. Persino la vista del giusto susciterà fastidio nei malvagi...così come avvenne a Brancaccio per l'opera del parroco. 

sabato 27 settembre 2014

PADRE PUGLISI ATTRAVERSO LE SUE FRASI: PREGHIERA, PAURA, PERSONA, PAROLA



Avvicinarsi a 3P (Padre Pino Puglisi, come si faceva chiamare) direttamente attraverso le sue parole, da leggere e meditare con calma. E' questo il tema del post di oggi, in vista della domenica. E abbiamo scelto alcuni argomenti che cominciano proprio per "P": preghiera, paura, persona, parola. Le citazioni sono tratte dalle relazioni di Padre Pino per i "campi scuola" degli anni Ottanta con i suoi ragazzi. Ne viene fuori un quadro incisivo del taglio esistenziale del suo insegnamento. Chi siamo? Verso dove vogliamo che vada la nostra vita? Come ci rapportiamo con gli altri?

venerdì 26 settembre 2014

PADRE PUGLISI, VERO E FALSO IN "ALLA LUCE DEL SOLE"

Tutto quello che avreste voluto sapere sul film "Alla luce del sole" di Roberto Faenza e nessuno vi ha mai spiegato...
Nella foto Zingaretti-Puglisi a terra dopo l'agguato. Qui c'è gia una incongruenza importante: il delitto avvenne di sera e non "alla luce del sole". I vicini intervennero subito chiamando l'ambulanza e non ci fu il fuggi fuggi omertoso che si vede nel film....Ah la fiction!



giovedì 25 settembre 2014

PADRE PUGLISI E LE STRAGI DEL '92 NEL NUOVO LIBRO DI D'AVENIA

Lo scrittore palermitano Alessandro D'Avenia, 37 anni, era studente nei primi anni Novanta al liceo Vittorio Emanuele II dove insegnava Padre Puglisi. Raggiunti la cattedra a Milano e poi il successo con libri come "Bianca come il latte, rossa come il sangue" (da cui è stato tratto anche un fortunato film), ora ha raccolto la sfida di raccontare quell'importante incontro col sacerdote. E quel periodo terribile delle stragi del '92, le morti di Falcone e Borsellino, vissute con gli occhi di un giovane ragazzo.

lunedì 22 settembre 2014

FATHER PINO PUGLISI, THE PRIEST KILLED BY THE MAFIA/FOR ENGLISH SPEAKING FRIENDS



Don Giuseppe Puglisi was born in the district of Brancaccio in Palermo on September 15, 1937, the son of a shoemaker, Carmelo, and a seamstress, Giuseppa Fana. He was killed by the mafia in the same area on September 15, 1993, his 56th birthday.

domenica 21 settembre 2014

ALESSANDRO D'AVENIA RICORDA PADRE PUGLISI



IL TUO SALOTTO ERANO LA STRADA E LA SCUOLA

di Alessandro D'Avenia

Caro 3P,
ti hanno fatto beato, anzi no, ti hanno proclamato beato, perché beato già lo sei. ‘Santo': ti rendi conto?
Quando qualcuno ti diceva provo­catoriamente «monsignore» tu ri­spondevi con una colorita espres­sione palermitana: «A tto’ patri», «A tuo padre». Così, dalle nostre par­ti, si rimanda al mittente un’offesa. Non ti piaceva quell’epiteto, per­ché non facevi il sacerdote per ac­quisire cariche, ma per portare ca­richi, servire, sapevi che la parola sacerdote non ha gradazioni. È as­soluta.

sabato 20 settembre 2014

PADRE PUGLISI E LA NATURA: LE SUE MESSE ALL'APERTO

Archivio Don Giuseppe Puglisi


Un filo rosso ha sempre legato padre Pino Puglisi alla natura, per lui simbolo dello splendore dell'amore di Dio. Una prima esperienza risale agli anni di Godrano, in provincia di Palermo, dove fu parroco negli anni Settanta. La seconda è relativa ai campi scuola degli anni Ottanta: nella notte o appena all'alba si saliva su un monte e si celebrava all'aperto, in un clima di grande raccoglimento.

venerdì 19 settembre 2014

POST FOTOGRAFICO: GLI ANNI DELLA GIOVINEZZA DI PADRE PUGLISI

Un post fotografico dedicato alle immagini di padre Puglisi giovane e giovanissimo. Dalla comunione all'ordinazione, alle prime messe, alle foto con i familiari nel giorno di festa o con i giovani amici della zona di corso dei Mille. Quando 3P ancora aveva i capelli e andava in vespa...
La prima comunione

giovedì 18 settembre 2014

PADRE PUGLISI NEL FILM "ALLA LUCE DEL SOLE" DI FAENZA: REALTA' E FICTION/PARTE SECONDA

di Francesco Deliziosi


Una miscela esplosiva ha creato un bel film. Due ingredienti di qualità si sono integrati e mescolati alla perfezione. Da un lato un prete soave e cocciuto, don Pino Puglisi, capace di essere coerente col Vangelo fino all’estremo sacrificio pur di non abbandonare le sue pecorelle. Dall’altro un regista di vaglia, Roberto Faenza, reduce da tante stagioni politiche controcorrente, dichiaratamente ateo ma capace di accostarsi alla figura del parroco di Brancaccio non con la testa ma con il cuore. Non con la ragione ma con le intuizioni e i sentimenti. “Anche Puglisi – ha detto Faenza – se avesse seguito solo la ragione se la sarebbe data a gambe, anziché aspettare i suoi assassini”.

mercoledì 17 settembre 2014

PADRE PUGLISI NEL FILM "ALLA LUCE DEL SOLE" DI FAENZA: I RETROSCENA (PARTE PRIMA)




di Francesco Deliziosi

“Signore, tu che scrivi dritto sulle righe storte, mostrami il cammino, non lasciarmi solo”: è con questa preghiera sommessa che don Puglisi-Zingaretti chiede un viatico a Dio per il suo calvario, davanti ai banchi vuoti della chiesa di Brancaccio. “Dritto sulle righe storte” è un proverbio portoghese che affida alla speranza di un progetto provvidenziale anche il male del mondo: è una frase carica di fede, citata anche da Giovanni Paolo II, che padre Pino ripeteva spesso per rincuorare amici e parrocchiani, insieme all’altra, di San Paolo: “Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi?”.

martedì 16 settembre 2014

FICARRA E PICONE SPIEGANO L'OMAGGIO A PADRE PUGLISI


di Francesco Deliziosi



«Amava tutti, amò anche il suo assassino». E' il marzo 2007: irrompe con una forza inaspettata, padre Pino Puglisi, nello spettacolo di Ficarra & Picone in scena al Teatro Ariston. Davanti alla platea di Sanremo, davanti a milioni di telespettatori, rivive a sorpresa il sorriso del sacerdote di Brancaccio. Il suo ultimo sorriso davanti al killer che lo uccise, sotto casa, nel settembre ’93. E fa piacere ricordare questo ormai storico sketch il giorno dopo l'anniversario dell'omicidio, quando politici e comparse hanno sgomberato il campo e a Brancaccio, a Palermo, la vita sembra tornata alla normale routine.

PADRE PUGLISI: ESSERE CRISTIANI ANCHE QUANDO FINISCE LA MESSA

di Giuseppe Savagnone

Alla luce dei recenti episodi che hanno visto riaccendersi la polemica sul rapporto tra Chiese del Sud e criminalità organizzata – pensiamo per esempio, a quello dell’“inchino” della statua della Madonna davanti alla casa di un boss, nella diocesi di Oppido-Palmi, durante una processione -, la ricorrenza del martirio di don Pino Puglisi acquista una singolare attualità e diventa occasione per una più approfondita riflessione sul problema.
Nessun dubbio che, in passato, per lungo tempo,  Chiesa e mafia abbiano convissuto abbastanza esplicitamente. 

lunedì 15 settembre 2014

RENZI: RICORDIAMO IL CORAGGIO DI PADRE PINO PUGLISI

RENZI: RICORDIAMO IL CORAGGIO DI PADRE PUGLISI,
LA MAFIA E' ANCORA FORTE SOPRATTUTTO AL NORD 

Matteo Renzi oggi è stato in visita nella scuola di Brancaccio intitolata al parroco-martire e per la quale don Pino condusse una delle sue battaglie, sottolineando che "l'ignoranza conviene a chi vuole che l'illegalità continui". Anche il giorno dell'omicidio, il 15 settembre del 1993, il sacerdote era stato di mattina al Comune per sollecitare la creazione dell'istituto scolastico (all'epoca il quartiere ne era totalmente sprovvisto).
Il premier Renzi ha incontrato i ragazzi della scuola, consegnando le borse di studio, e ha detto:
:"Ricordiamo l'esempio di Padre Puglisi, la forza delle sue parole e del suo coraggio, quel suo ‘se ognuno fa qualcosa’, quella testimonianza giunta dalle istituzioni e dalla chiesa, con papa Giovanni Paolo II ad Agrigento, quella partita che sembrava persa e fu rimessa in campo. Grazie alla passione di uomini e donne che restituirono all’Italia la speranza. Lo Stato deve difendere le persone più brave che ha, ma se siamo qui oggi è perché quel seme ha dato il suo frutto. Brancaccio è la capitale d'Italia...La mafia è ancora forte non solo a Palermo anzi soprattutto al Nord per le sue connessioni economiche. Ma noi siamo qui per farle abbassare la testa. Combatteremo la mafia ogni giorno, cominciando proprio dalle scuole". Nella foto padre Puglisi gioca con i suoi ragazzi

PADRE PUGLISI E I NUOVI MARTIRI DELLA FEDE

Il vescovo di Catanzaro e postulatore della Causa per padre Puglisi riflette in questo articolo sulla testimonianza "scomoda" ma "credibile" del parroco palermitano ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993


di mons.Vincenzo Bertolone 
"Il vostro battesimo sia come lo scudo, la fede come elmo, la carità come lancia, la pazienza come vostra armatura".
L’esortazione di sant’Ignazio d’Antiochia, tratta dalla Lettera a Policarpo, sembra essere ispirata dalle persecuzioni e dai crimini perpetrati in tutto il mondo contro i cristiani, non ultimo il barbaro omicidio di tre suore italiane sgozzate in Burundi e presto dimenticate dalle cronache, come se la morte di religiose missionarie fosse meno importante  di altre morti causate da altre ragioni.

15 SETTEMBRE: IL GIORNO DI PADRE PINO PUGLISI. ASCOLTATE LA SUA VOCE

Il giorno in cui l'ammazzarono, ventuno anni fa, padre Puglisi aveva lavorato molto. Un incontro al Comune per chiedere per l'ennesima volta la creazione di una scuola media, due matrimoni, un momento di confronto con le coppie di Brancaccio che dovevano battezzare i figli. Di sera gli assassini lo aspettavano sotto casa. Il giorno in cui l'ammazzarono è l'incipit di "Cronaca di una morte annunciata" di Garcia Marquez. Mi è sembrato adatto per le minacce che aveva subito, le telefonate e lettere anonime, i danneggiamenti all'auto, gli attentati ai suoi volontari. Eppure padre Pino trovò con la sua fede la forza di andare avanti, proteggendo i suoi collaboratori, non cedendo a compromessi: "Non ho paura di morire - diceva - se quello che dico è la verità".
Proprio nella scuola media costruita dopo la sua morte e a lui intitolata, oggi il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, viene a rendere omaggio alla sua memoria definendolo "un gigante dei nostri tempi". Pensavano di sconfiggerlo, ha detto Papa Francesco, "ma è lui che ha vinto!".

domenica 14 settembre 2014

UN POST AL GIORNO VERSO IL 15 SETTEMBRE/12 - PADRE PINO PUGLISI: VALORE DI UN MARTIRIO


Siamo alla vigilia del ventunesimo anniversario dell'omicidio di padre Puglisi: il post di oggi si collega a quello di ieri nell'approfondimento della causa di beatificazione che si è conclusa il 25 maggio del 2013 con la grande festa al Foro Italico.
Quali ricerche sono state necessarie per soddisfare le richieste della Congregazione per le cause dei Santi? Il secondo postulatore, mons. Vincenzo Bertolone (nominato dal cardinale Romeo nell'agosto 2010) ha aggiunto ai documenti precedenti diversi studi inediti (Andrea Riccardi, Giuseppe Savagnone, Cosimo Scordato, Ulderico Parente); nuove testimonianze (Francesco Michele Stabile, Cosimo Scordato, Maurizio Francoforte e quella di chi scrive). Inoltre sono state realizzate inedite ricerche (alle quali ho collaborato) sulle attività pastorali di padre Puglisi a Brancaccio (ad esempio le Missioni Popolari) e sono state approfondite e analizzate più compiutamente diverse rivelazioni dei collaboratori di giustizia sul delitto.

sabato 13 settembre 2014

UN POST AL GIORNO VERSO IL 15 SETTEMBRE/11 - PADRE PUGLISI: UNA CAUSA DI BEATIFICAZIONE STORICA

Oggi il post quotidiano è dedicato alla storia della causa di beatificazione, che si è conclusa il 25 maggio del 2013 con la grande festa al Foro Italico di Palermo davanti a 80 mila persone. Don Pino è la prima vittima della mafia a diventare beato della Chiesa cattolica.
La causa per il riconoscimento del martirio di don Giuseppe Puglisi è stata iniziata a livello diocesano nel 1998, a cinque anni dal delitto (il minimo previsto), per volere del cardinale Salvatore De Giorgi, allora arcivescovo di Palermo. Il 15 settembre 1999 si insedia il Tribunale ecclesiastico. 

venerdì 12 settembre 2014

UN POST AL GIORNO VERSO IL 15 SETTEMBRE/10 - LE INCHIESTE: PADRE PUGLISI ERA DALLA PARTE DELL'ONESTA'



Il post di oggi è dedicato alle inchieste sull'omicidio di padre Puglisi, avvenuto il 15 settembre del 1993 sotto casa, a piazzale Anita Garibaldi. Per il delitto sono stati istruiti a Palermo due processi già arrivati da anni alla sentenza definitiva della Corte di Cassazione.
Come mandanti sono stati condannati all'ergastolo i boss di Brancaccio dell'epoca, i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano. Come esecutori il carcere a vita è stato inflitto a Gaspare Spatuzza, Nino Mangano, Cosimo Lo Nigro, Luigi Giacalone, tutti detenuti.

giovedì 11 settembre 2014

UN POST AL GIORNO VERSO IL 15 SETTEMBRE/9 - LA PASSIONE PER IL RISCATTO DEGLI EMARGINATI



Con il post di oggi ci occupiamo di uno degli aspetti meno conosciuti dell'attività sacerdotale di padre Puglisi: la sua esperienza allo Scaricatore negli anni Settanta.
Si tratta di un fazzoletto di terra a destra di via Tiro a Segno, la strada che collega corso dei Mille con piazza Sant'Erasmo. Ancora oggi un muro nasconde questa spianata, vicina al letto del fiume Oreto, che in quegli anni ospitava una bidonville. Tante casette di una sola stanza, con i muri di pietre rabberciate, tenuti insieme da assi di legno e lamiere.

mercoledì 10 settembre 2014

UN POST AL GIORNO VERSO IL 15 SETTEMBRE/8 ERA INNAMORATO DI GESU'




Il post di oggi collega quanto scritto ieri sul perdono alla fonte d'ispirazione principale di padre Puglisi: come avrete capito è il Vangelo e quindi Cristo stesso.

Per i volontari della parrocchia e per i giovani sacerdoti che gli chiedevano consiglio, 3P aveva pronta una risposta semplice. Ecco il metodo da adottare:
"Dovete far vedere di essere innamorati di Gesù e la gente vi verrà dietro, altrimenti non vi staranno a sentire".

martedì 9 settembre 2014

UN POST AL GIORNO VERSO IL 15 SETTEMBRE/7 IL PERDONO


Dopo avere esaminato il metodo educativo di padre Puglisi in tre tappe, oggi esamineremo uno dei principali "fili rossi" del suo insegnamento, che si ritrova da Godrano a Brancaccio: il perdono.
A Godrano, paese in cui 3P lavorò negli anni Settanta, le famiglie erano lacerate da una faida che aveva provocato diversi omicidi. Il nuovo parroco tentò di scardinare i muri di ostilità con l'esperienza dei cenacoli (in collaborazione con il movimento Presenza del Vangelo e altri amici).
La riflessione di padre Pino iniziava dall'etimologia della parola: per-dono. La particella "per" anteposta esprime un potenziamento del dono (in greco "uper", in latino "super").

lunedì 8 settembre 2014

LE MANIFESTAZIONI DI QUEST'ANNO PER L'ANNIVERSARIO

Il comunicato diffuso dal Centro Padre Nostro oggi col programma delle manifestazioni:
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A 21 anni dalla barbara uccisione del Beato Giuseppe Puglisi, assassinato dalla mafia il 15 settembre 1993 a Palermo, il Centro di Accoglienza Padre Nostro da Lui fondato, in collaborazione con la Parrocchia San Gaetano e Maria SS. Del Divino Amore di Brancaccio e la Congregazione delle Maestre Pie Venerini, rendono noto il programma delle manifestazioni in Sua memoria.

Il primo appuntamento prevede, Mercoledì 10 settembre alle ore 10.00, la proiezione, all’interno della Casa Circondariale Ucciardone di Palermo, del film “Brancaccio”, ispirato alla vita del Beato Puglisi.

UN POST AL GIORNO VERSO IL 15 SETTEMBRE/6 OGNI UOMO HA UNA VOCAZIONE





Oggi terzo post dedicato al metodo di padre Puglisi dopo quello sull'ascolto e quello sulla vita comunitaria.
Siamo al cuore del carisma di educatore di 3P che dedicò tutti gli anni Ottanta all'incarico di responsabile del Centro diocesano vocazioni (Cdv) a Palermo, diventando poi responsabile per la Sicilia di questi centri e consigliere nazionale del Centro vocazioni italiano.

Nella sua attività padre Puglisi si mosse in perfetta sintonia con il Concilio Vaticano II che ampliò moltissimo il concetto stesso di vocazione.
Non solo esiste la vocazione sacerdotale, ma ogni uomo avverte una propria vocazione che è il particolare carisma che lo Spirito infonde in noi.
E' ciò che il buon senso popolare esprime con frasi del genere:
"Si vedeva da piccolo che era nato per fare il musicista".
Oppure: "Era destino che diventasse un insegnante"
...Solo che non si tratta di destino ma di una chiamata di Dio!

domenica 7 settembre 2014

UN POST AL GIORNO VERSO IL 15 SETTEMBRE/5 I CAMPI SCUOLA DI PADRE PUGLISI




Il post di oggi dedicato a padre Puglisi prosegue il percorso nel suo metodo iniziato ieri con la prima fase, quella dell'ascolto.

Quando 3P vedeva accendersi nei ragazzi una scintilla, un desiderio di andare oltre il periodo iniziale di ansia o solitudine, proponeva una serie di incontri comunitari, ai quali potevano anche aggiungersi giovani segnalati dalle parrocchie o dagli insegnanti di scuole superiori. 
Questa fase copre gli anni della sua attività dal 1983 (dopo la mostra vocazionale a Palazzo Arcivescovile) fino agli inizi degli anni Novanta.
Il campo-base era intitolato "Sì, ma verso dove?", uno slogan del Centro nazionale vocazionale che padre Puglisi aveva fatto suo insieme con l'immagine del pellegrino che si avvia verso un sole rosso.

sabato 6 settembre 2014

UN POST AL GIORNO VERSO IL 15 SETTEMBRE/4 IL METODO EDUCATIVO IN TRE FASI






Con il post di oggi entriamo nel cuore del carisma di educatore di padre Puglisi. Si può individuare un metodo in tre fasi: l'ascolto, l'esperienza di vita comunitaria (i campi scuola), la scelta vocazionale.

Sull'ascolto sappiamo che 3P, con molta autoironia, scherzava sulle sue grandi orecchie a sventola: "Servono - diceva ai ragazzi - ad ascoltarvi meglio...". Così le mani grandi servivano per accarezzare meglio, i piedi grandi per camminare più velocemente e raggiungere subito chi gli aveva inviato una richiesta di aiuto. Agli alunni più impertinenti che - a questo punto - gli chiedevano a cosa servisse quella testa pelata che aveva, lui in modo serafico rispondeva: "A riflettere meglio la luce divina".

venerdì 5 settembre 2014

UN POST AL GIORNO VERSO IL 15 SETTEMBRE/3 SANTITA' E LEGALITA' VANNO DI PARI PASSO








Nei precedenti post abbiamo visto come padre Puglisi si rese subito credibile agli occhi della gente di Brancaccio con la sua scelta di povertà francescana non sbandierata, ma vissuta con convinzione evangelica. 
Nella consapevolezza che i veri valori cristiani non sono quelli del potere e del denaro, che invece la mafia imponeva con la violenza nel quartiere.

Con coerenza il nuovo parroco mise alla porta gli organizzatori di feste pseudo-religiose che costavano decine di milioni di lire ("Qui la gente muore di fame e queste vostre idee non c'entrano nulla con la religione"). E cambiò pure il percorso della processione per evitare di fermarsi davanti alla casa dei boss. Una riflessione di grande attualità visti i fatti di Oppido in Calabria con l'inchino della statua della Madonna.

giovedì 4 settembre 2014

UN POST AL GIORNO VERSO IL 15 SETTEMBRE/2 UN PRETE POVERO E PER I POVERI




Dopo aver parlato di ascolto, oggi voglio approfondire la scelta di povertà di padre Pino.
Un tema tornato d'attualità, all'interno del clero, dopo che Papa Francesco ha detto di volere "una Chiesa povera e per i poveri". 

3P non aveva conto in banca, viveva in una casa popolare in affitto piena solo di libri, aveva una Fiat Uno comprata al mercato dell'usato. Il suo stipendio di insegnante serviva a pagare il mutuo che era stato acceso per acquistare la palazzina del centro Padre Nostro. Ciò che rimaneva era diviso per i mille bisogni dei suoi parrocchiani.

mercoledì 3 settembre 2014

UN POST AL GIORNO VERSO IL 15 SETTEMBRE/1 LA CAPACITA' DI ASCOLTO



Da oggi e fino al 15 settembre, data dell'omicidio di padre Puglisi, un post al giorno su questo blog cercherà di raccontare la sua personalità e il suo carisma. Ne verrà fuori un ritratto a tutto tondo, partendo dall'ispirazione evangelica, dalla scelta di povertà francescana, per poi passare al metodo educativo del parroco-martire, alle vicende di Brancaccio e al percorso della causa di beatificazione. Analizzando anche l'importanza storica del riconoscimento del martirio.
(francesco deliziosi)
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GRANDI ORECCHIE PER ASCOLTARE

Cominciamo oggi dalla sua capacità di ascolto, una delle caratteristiche che chiunque lo abbia conosciuto potrà confermare. Il simbolo di questa dedizione all'altro erano le sue grandi orecchie a sventola che si vedono in ogni sua foto. Tanto che padre Pino stesso ci scherzava su e ai suoi alunni confermava: "Sono così grandi per ascoltarvi meglio...".


lunedì 1 settembre 2014

SOLIDARIETA' E UN PENSIERO AFFETTUOSO PER DON LUIGI CIOTTI/ECCO UN SUO SCRITTO SU PADRE PINO PUGLISI


  1. Dopo la diffusione della notizia delle minacce di morte da parte di Totò Riina, solidarietà anche da parte mia a don Luigi Ciotti che ho avuto modo di conoscere sia a Palermo che in occasione della sua scelta di scrivere la prefazione alla mia biografia su don Puglisi. Ecco la riflessione del fondatore di Libera sulla lezione che a tutti noi e alla Chiesa deve arrivare dal sacrificio di padre Pino Nelle intercettazioni leggiamo anche che a Riina aveva dato fastidio la decisione del parroco di non limitarsi "a fare le messe" mettendo così in discussione il potere della mafia sui giovani e sul territorio di Brancaccio. Così come a Papa Giovanni Paolo II (nella foto con don Pino) Riina rimprovera quello storico discorso della Valle dei Templi che segnò lo spartiacque anche per la Chiesa e che padre Puglisi accolse - commosso -  come uno sprone ad andare avanti. Ebbene, oggi a tutti i sacerdoti e a tutti i cristiani e laici - per fedeltà all'insegnamento di padre Pino - viene chiesto proprio di proseguire su questa strada, "fuori dall'ombra del campanile", come sta facendo da anni don Ciotti, soprattutto con la sua battaglia per la confisca dei beni ai mafiosi.